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Articoli di attualità politica e non solo a carattere nazionale e locale

sabato 24 dicembre 2011

AUGURI DI BUONE FESTE


Non è più dunque agli uomini che mi rivolgo, ma a te, Dio di tutti gli esseri, di tutti i mondi, di tutti i tempi: se è lecito che delle deboli creature, perse nell'immensità e impercettibili al resto dell'universo, osino domandare qualche cosa a te, che tutto hai donato, a te, i cui decreti sono e immutabili e eterni, degnati di guardare con misericordia gli errori che derivano dalla nostra natura.
Tu non ci hai donato un cuore per odiarci l'un l'altro, ne delle mani per sgozzarci a vicenda; fà che noi ci aiutiamo vicendevolmente a sopportare il fardello di una vita penosa e passeggera.
Fà sì che le piccole differenze tra i vestiti che coprono i nostri deboli corpi, tra tutte le nostre lingue inadeguate, tra tutte le nostre usanze ridicole, tra tutte le nostre leggi imperfette, tra tutte le nostre opinioni insensate, tra tutte le nostre convinzioni così diseguali ai nostri occhi e così uguali davanti a te, insomma che tutte queste piccole sfumature che distinguono gli atomi chiamati "uomini" non siano altrettanti segnali di odio e di persecuzione.
Possano tutti gli uomini ricordarsi che sono fratelli!

"Trattato sulla tolleranza"

Voltaire



mercoledì 14 dicembre 2011

BERSANI: IL GOVERNO ASCOLTI NOI E LE PARTI SOCIALI

Dichiarazione di Pier Luigi Bersani al termine della riunione con i leader sindacali. "Stiamo chiedendo delle modifiche sull'indicizzazione delle pensioni, stiamo chiedendo delle modifiche per ammorbidire lo scalone, stiamo chiedendo miglioramenti all'Ici e più liberalizzazioni. Ci aspettiamo che qualcosa venga fatto, la situazione è molto difficile. Ci sono margini per migliorare la manovra, abbiamo indicato dive recuperare le risorse sulla base dell'equità. Il Pd è un partito di governo che non perde il contatto con la realtà sociale, mettere più eguaglianza significa mettere qualcosa in più sulla crescita"


lunedì 12 dicembre 2011

RICORDANDO LUIGI GIANNI

Il Circolo del Partito Democratico di Gerenzano
ricorda con commozione Luigi Gianni,
uomo di spessore e di grande vitalità.

Sentite condoglianze alla sua famiglia.

domenica 11 dicembre 2011

LA MANOVRA ECONOMICA E IL CONSIGLIO EUROPEO. LA POSIZIONE DEL PARTITO DEMOCRATICO

Il presidente Napolitano ed il presidente Monti confermano che la manovra era necessaria per evitare una situazione alla greca, con lo Stato che non è più in grado di pagare gli stipendi e le pensioni o addirittura costretto, appunto come in Grecia, a licenziare gli statali.


Ricordiamo chi ci ha portato a un passo dal disastro: Berlusconi e Bossi.


Il Partito democratico, che da anni dice che c’è la crisi e bisogna intervenire, ha deciso responsabilmente di evitare il ricorso alle elezioni e sostenere il governo di transizione e di impegno nazionale.
Ma la manovra approvata, oltre che durissima, non è equa. Il Pd lavora per apportare modifiche.


Il Partito Democratico ha già imposto alcuni temi, come la tassazione dei capitali scudati, la tracciabilità nei pagamenti, l’abbassamento di un anno dei contributi previsti per le pensioni di anzianità (prima la manovra prevedeva 43 e 42) , la copertura fino alla pensione dei lavoratori in mobilità. Ma non basta. Il Pd garantirà responsabilmente il proprio sostegno per evitare il fallimento, ma lavora per mettere, per quanto possibile, più equità nell’intervento deciso dal governo di emergenza presieduto da Mario Monti. Quattro sono i temi sui quali intervenire, sia pure nel contesto di un iter parlamentare che si presenta come un sentiero molto stretto:





·Pensioni: innalzare l’ammontare della pensione che sarà rivalutata in base al costo della vita; rallentare l’applicazione della riforma sulle pensioni di anzianità e tenere in debito conto la situazione dei lavoratori che hanno cominciato l’attività da giovanissimi e dei lavoratori anziani che hanno perso il lavoro.







· Casa: innalzare la soglia di esenzione per l’Ici sulla prima casa, in modo da favorire i meno abbienti.



· Evasione: misure più concrete di lotta all’evasione fiscale.



· Investimenti: uno spazio nel patto di stabilità interno per permettere ai comuni di fare alcuni lavori, per esempio la messa in sicurezza e l’adeguamento ambientale ed energetico delle scuole.


Le risorse per fare questi interventi si possono trovare con interventi strutturali e una tantum: irrobustire il prelievo sui capitali scudati (ora è appena l’1,5 per cento); fare rapidamente un accordo con la Svizzera per la tassazione dei capitali italiani nelle banche elvetiche, seguendo l’esempio di Usa e Germania; vendere le frequenze tv invece di regalarle; reintrodurre almeno una o due delle misure contro l’evasione fiscale approvate dal governo Prodi e abolite subito da Berlusconi.


Per quanto riguarda i risultati del Consiglio Europeo, il Partito Democratico non può che vedere con favore il ritorno dell'Italia alle sue tradizionali posizioni europeiste, dopo questi anni in cui il nostro paese è stato ridicolizzato e umiliato da Silvio Berlusconi che passava il suo tempo raccontando ai leader europei barzellette sconce e, pressato dalla Lega che nell'Europa ha sempre visto il maggior ostacolo per le sue odiose politiche xenofobe, aveva collocato l'Italia su posizioni antieuropeiste. Le misure prese dal Consiglio Europeo, vanno nella direzione di salvaguardare l'Euro anche se non appaiono pienamente soddisfacenti. Il mancato rafforzamento del fondo salva stati e il pervicace rifiuto della Germania di prendere in considerazione gli eurobond, espongono la moneta unica al rischio di nuovi attacchi speculativi. La defezione della Gran Bretagna non è un fatto positivo ma potrà consentire agli altri stati della UE di procedere più speditamente verso una maggiore unità nella politica economica e fiscale e di porre le basi per giungere, finalmente, a quell'unità politica dell'Europa senza la quale non sarà mai possibile sottrarre il Vecchio Continente al rischio del risorgere di quegli egoismi nazionali che già tanti dolori e sventure hanno portato a tutti gli europei.

Sintesi e commento a cura di Massimiliano Cavallo

sabato 3 dicembre 2011

GERENZANO: IL PD A POCHI MESI DALLE ELEZIONI

Fra pochi mesi, a Gerenzano, con le elezioni amministrative 2012, si presenterà per il PD un’occasione concreta per mettere fine a 18 anni di ininterrotta gestione del Comune da parte della Lega Nord.
Infatti, nonostante la Lega continui a godere di un vasto seguito, vari indizi suggeriscono che delle crepe si siano aperte nel blocco monolitico di consensi che per tutto questo tempo ha sostenuto la Giunta e il Sindaco Silvano Garbelli, ormai giunto alla fine del suo terzo mandato da primo cittadino, cui si deve aggiungere il periodo in cui ha ricoperto l’incarico di Assessore all’edilizia privata, quando Sindaco era il fidato Dario Gregorio Cattaneo.
Almeno tre sono le cause di questo calo di popolarità. La prima: di recente vi sono stati alcuni gravi scivoloni che hanno messo in cattiva luce l’intera compagine amministrativa, come quello di cui si è reso protagonista l’Assessore Cristiano Borghi, colpevole di aver scritto sul giornalino comunale un articolo apertamente xenofobo in cui invitava i gerenzanesi a non vendere e a non affittare abitazioni agli immigrati; in seguito al ricorso di due associazioni di cittadini, il tribunale di Milano ha stigmatizzato le parole di Borghi e ordinato la rimozione di quell’articolo dal sito del Comune.
La seconda è l’evidente incapacità dei leghisti di governare con sapienza l’evoluzione della struttura urbanistica del paese, per renderlo più coerente, gradevole, vivibile; una lacuna per la quale, dopo 18 anni di amministrazione, non si possono trovare più scuse.
Vi è infine la trasformazione del clima politico generale a sfavore del centrodestra, che anche i leghisti nostrani potrebbero dover scontare. In questa situazione il PD gerenzanese, dopo aver sfruttato i quattro anni trascorsi dalla fondazione del partito per radicarsi maggiormente sul territorio e arricchire le proprie fila di persone nuove alla politica locale, si prepara a diventare il centro di aggregazione di tutte le forze sociali che si riconoscono in un progetto solidaristico e progressista in netto contrasto sia con le idee incarnate dalla Lega Nord, sia con la visione della cosa pubblica dominante nel centrodestra extraleghista.
La speranza di riuscire a convincere gli elettori della bontà di questo progetto ci sembra effettiva e tangibile come non lo è forse mai stata.
Stefano Gianni


pubblicato su IN PIAZZA DICEMBRE 2011

PD Gerenzano

martedì 29 novembre 2011

BASTA FOMENTARE PAURE PER ACQUISIRE CONSENSO

L’assessore alla Sicurezza Cristiano Borghi ci riprova: questa volta i “cattivi” sono i nordafricani (nell’immaginario collettivo potrebbe fare più paura?) che abitano nei cortili.
I cittadini si lamentano con lui, rilevando i seguenti disagi: “sacchi di rifiuti abbandonati per giorni, senza rispettare il calendario della raccolta differenziata, chi trova occupati i suoi posti auto dagli stranieri, chi viene disturbato dal viavai di extracomunitari in case di dimensioni troppo piccole per contenerli di notte”.
Per quanto riguarda i rifiuti comunico all’Assessore che non sono solo i cortili a sembrare discariche, lo invito a farsi un giro in alcune strade di Gerenzano, popolate da cittadini italiani, dove ogni giorno c’è spazzatura. C’è, forse, qualche problema più in generale con la raccolta dei rifiuti differenziata?
Davanti alla lamentela del posto auto non posso che sorridere, capita in molti condomini, dove non è il colore della pelle scuro a prevalere (può sentire a tal proposito gli amministratori condominiali).
E’ preoccupante, invece, il dato sull’ammassamento nelle case per ragioni sanitarie, per ragioni di sicurezza (soprattutto per chi vive in questi buchi che chiamano case) e per ragione di ordine pubblico. Si tratta di un problema complesso che coinvolge chi affitta le case e i disperati che non possono permettersi altra dimora.
Il Circolo del Partito democratico di Gerenzano, “buonista” a sua insaputa, accetta l’invito dell’assessore Borghi, chiede le indicazioni relative alle vie incriminate, e si rende disponibile a fare il prossimo gazebo itinerante (continuando così il percorso già avviato fin dal mese di ottobre) in quei cortili dove si presentano disagi e problemi di convivenza tra cittadini italiani e cittadini “migranti” stranieri.
Ribadisco, come più volte scritto in passato, che si condanna ogni comportamento discriminatorio nei confronti di persone che vivono e lavorano a Gerenzano, che hanno figli che frequentano le scuole insieme ai bambini italiani, che hanno fatto sacrifici e rischiato la vita per raggiungere il nostro paese.
Gli “appelli” ai gerenzanesi, giustamente qualificati come discriminatori, i “numeri” telefonici per la sicurezza, l’abbandono del centro storico (e dei suoi cortili) non sono serviti (dopo quasi un ventennio di governo monocolore leghista) a nulla.
La vera assente in questi anni è stata la politica, che si è rifiutata di attuare delle misure di integrazione che avrebbero solo potuto migliorare la vivibilità di un paese ridotto a dormitorio, di italiani e stranieri.
Credo, personalmente, che sia un errore strumentalizzare i disagi dei cittadini a scopo elettorale, e che fomentare le paure per vincere le elezioni, sia una tecnica che i gerenzanesi conoscono, comprendendo che lo status quo viene mantenuto come spauracchio da agitare al momento opportuno per incassare consensi.
Non dimentichiamo, infine, che la situazione drammatica dell’immigrazione in Italia, quindi a Gerenzano, è figlia di una sciagurata legge che si chiama “BOSSI-FINI”, una legge che non prevede modalità d’ingresso regolare e soprattutto esclude la possibilità d’accesso legale per ricerca di lavoro. Le persone arrivano nei modi che conosciamo, diventano “clandestini”, lavorano come manodopera, sfruttata e senza diritti.

Claudia Scrufari


Segretario del Circolo



Leggi anche:http://pdgerenzano.blogspot.com/2010/03/tre-risposte-allassessore-borghi.html



giovedì 24 novembre 2011

IL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO DOPO I REFERENDUM - INCONTRO PUBBLICO

























"Il risultato del referendum ha fornito indicazioni inequivocabili sul tema "acqua" e ha avviato la necessità di aprire un confronto sulle prospettive di come gestire il Servizio Idrico Integrato.
In un panorama legislativo quanto meno ancora incerto, con le complicazioni per gli Enti Locali dettate dal rispetto delle norme inserite nelle Leggi Finanziarie in tema di privatizzazioni e liberalizzazioni, con l'aggravante della necessità di recuperare ingenti risorse finanziarie per effettuare gli investimenti sulle reti, con la consapevolezza che è necessario definire ambiti per una gestione ottimale del servizio, superando i confini comunali, qual'è la riflessione che ogni circolo sta facendo?
Qual'è la prospettiva a livello regionale, qual'è la situazione a livello provinciale? C'è una base comune, ci sono scelte che possono essere condivise e diventare una posizione politica ufficiale del PD che poi, ognuno di noi porta avanti nei diversi ambiti in cui si trova ad operare?
C'è spazio per una nostra azione politica propositiva?
Queste sono le domande che sono emerse negli incontri periodici tra i circoli P.D. del saronnese. Per questo abbiamo deciso di organizzare un incontro specifico sul tema e, reputando che possa essere di interesse generale, vi inviamo la locandina, con un caloroso invito a partecipare."


mercoledì 16 novembre 2011

CONSUMO DI TERRITORIO ZERO

Alcuni dei punti irrinunciabili del programma del Circolo del Partito Democratico di Gerenzano sono:
1. la revisione del Piano di Governo del Territorio basata sul principio del consumo zero di suolo e sulla valorizzazione di quanto già costruito. In tale ambito il PGT dovrebbe favorire un piano di riqualificazione sociale e urbana del centro storico.
2. l' adozione di un sistema di governo della nostra comunità fondato sui principi della democrazia partecipativa (seguendo esempi come Cassinetta di Lugagnano), in particolare per quanto riguarda il bilancio del comune e i principali interventi in campo urbanistico e dei lavori pubblici.
A proposito del Consumo di Territorio proponiamo questa breve intervista al Prof. Pillari sul SUOLO COME BENE DA TUTELARE:

lunedì 14 novembre 2011

LE PAROLE DI CARLO AZEGLIO CIAMPI SULL'INCARICO AL PROF.MONTI


L'’intervento di Carlo Azeglio Ciampi di cui oggi Il Sole 2w4 ore ha pubblicato un breve articolo.
"Non ho mai amato le parole estreme. Non danno mai il senso del riscatto, dell`alternativa. Che esiste invece, sempre. Ma l`incarico che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha conferito a Mario Monti è un`occasione da non sprecare, un tentativo di salvataggio per un Paese che non merita la condizione di inferiorità e sudditanza in cui è stato portato da una esperienza politica evidentemente fallimentare. Il tempo è poco, l`urgenza enorme. L`andamento dello spread tra i titoli di Stato italiani e i Bund tedeschi è - come fu ai tempi della mia esperienza di presidente del Consiglio- il segno matematico della distanza da colmare. È evidente, come fu evidente nel `93, che con le riforme chieste dall`Europa l`Italia si gioca una larga parte del proprío futuro di Paese occidentale moderno e sviluppato. Per Mario Monti, dunque, un compito arduo ma non impossibile. L`approdo finale è il recupero della credibilità che il Paese merita, che il popolo italiano ha sempre saputo conquistarsi nel mondo quando la corrispondenza tra governanti e governati è stata inequivoca. Viviamo un passaggio difficile, ma, come sempre, dai passaggi difficili l`Italia saprà uscire più forte e più consapevole del proprio ruolo nella contemporaneità, nell`Europa e nel mondo. Non è, l`Italia, un Paese che possa rapidamente declinare, respinto ai bordi della storia; è troppo rilevante il peso della sua eredità per la cultura, per la stessa formazione del pensiero dell`Occidente, perla straordinaria vitalità della sua economia, più forte di ogni rovescio finanziario seppure globale. Ciò che va fatto è noto. È nei documenti che l`Europa, pressante, ci ha inviato pretendendo risposte rapidamente. Quelle risposte, sono certo, verranno date, con determinazione, con sacrificio. La coesione sociale, se le riforme saranno improntate a vera equità e riguarderanno proporzionalmente tutti i cittadini nei loro diversi ruoli, ancora una volta resterà un valore di questo Paese, un modo per reagire uniti alla difficoltà che ha, esso stesso, un valore importante nel recupero della fiducia e della credibilità di una nazione. Ancora una volta penso all`idea machiavelliana della fortuna che offre l`occasione e della virtù che la sa cogliere; è quello che spero e auspico possa fare Monti. Certo tutti, cittadini compresi, devono abbandonare la deriva nefasta della rincorsa al "particulare" e ritrovare lo spirito di una comunità. L`Italia sa reagire. Lo ha dimostrato ire, diverse occasioni. E parte della sua reazione è anche l`orgoglio e la consapevolezza del valore di nazione e di popolo. Daremo le risposte che il mondo ci chiede a te sta alta in quello che deve tornare un dialogo tra pari".

IL PD DECISIVO PER USCIRE DALLA CRISI.


Ieri sera il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha affidato l’incarico di formare un nuovo governo al senatore Mario Monti, che ha accettato con riserva. Oggi Monti vedrà i dirigenti delle diverse forze politiche per discutere di programmi e della composizione del governo. Entro domani si attende (prima è meglio è per la tenuta dell’Italia sui mercati) lo scioglimento della riserva.
Il presidente Napolitano ha indicato ieri con lucidità e chiarezza quali sono le condizioni in cui l’Italia si trova e in cui dovrà operare il governo: da qui ad aprile verranno a scadenza oltre 200 miliardi di euro di titoli di Stato. Se l’Italia vuole avere i denari per vivere (stipendi, pagamenti pubblici, investimenti, bollette…) deve rinnovare questo debito. Un tasso di interesse troppo alto strangolerebbe il paese e lo farebbe scivolare verso un fallimento (memento Argentina) che avrebbe ripercussioni drammatica sulla vita degli italiani. Non è un ribaltone, ha precisato Napolitano, ma un governo di emergenza.


Il Partito democratico è stato decisivo per arrivare a questa svolta. A mandare a casa Berlusconi è stata la crisi economica, l’incapacità di vederla e di provi rimedio. Come il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, avverte da più di un anno.
Giornali e Tv che hanno magnificato le sorti del governo di centrodestra (da ricordare le paginate di osanna al ministro dell’economia, Giulio Tremonti) ora fanno finta di niente. Nemmeno una riga di autocritica.
Come il Pd con la sua strategia nel paese e in Parlamento (per esempio tenendo unite le opposizioni) è stato decisivo per mandare a casa Berlusconi, così oggi il Pd è decisivo per sostenere la nascita di un governo diverso, in grado di avviare una transizione verso la salvezza. La ricostruzione del paese, ricostruzione democratica, sociale ed economica, potrà cominciare davvero dopo le elezioni. Ma ora ci si può mettere sulla strada, anticipando alcuni interventi ed alcune riforme decisivi.


Fonte: Partito Democratico

sabato 12 novembre 2011

BERSANI: UN GOVERNO TUTTO NUOVO

"Oggi e' il giorno della liberazione dell'Italia". Lo ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, in occasione di un comizio improvvisato fuori la sezione storica del partito in via dei Giubbonari. Il segretario del Pd e' tornato cosi' a chiedere discontinuita' totale per il prossimo esecutivo tecnico a guida Mario Monti.

Roma, 12-11-2011

"Tutto dovra' essere nuovo". Pier Luigi Bersani e' tornato cosi' a chiedere discontinuita' totale per il prossimo esecutivo tecnico a guida Mario Monti. "Al Presidente della Repubblica diremmo domani che non siamo qua a partecipazione a un governo di unita' nazionale o a una grande coalizione - ha anticipato il segretario del Pd alla folla riunita davanti alla sezione di via dei Giubbonari - siamo qui a dire che si parla di un governo di emergenza in cui ciascuno si prende le sue responsabilita'. Un governo discontinuo".

Il Pd, ha insistito, "si mette al servizio di una riscossa perche' il Paese deve rialzarsi in piedi", ha spiegato, "noi non siamo la Grecia, verremo via da dove ci hanno portato. Siamo a disposizione di questo sforzo con la nostra proposta. Non intendiamo vedere ribaltoni. A queste condizioni noi ci siamo, vedremo cosa faranno gli altri, ma ciascuno si prendera' le proprie responsabilita'. Non e' che ci imbarchiamo a qualsiasi prezzo". Il Paese, ha ribadito, "e' nei guai. Non faremmo quello che stiamo facendo se non pensassimo che e' utile al Paese".

Il Pd l'ha mandato via
Il governo Berlusconi si e' dimesso "ed e' il Pd che lo ha mandato a casa". Lo dice Pier Luigi Bersani, parlando fuori dalla sezione di via dei Giubbonari dove sono in corso festeggiamenti. "Ho gia' detto che abbiamo smacchiato anche la coda, ma per smacchiare veramente ci vorranno anni", ha detto ancora Bersani paragrafando una battuta di Crozza. "A noi non interessano ribaltoni: siamo qui per dirlo e lo diremo anche a Napolitano" ha detto, precisando che quello di Monti sara' un governo di transizione


http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=158443

L'INTERVENTO DI FRANCESCHINI ALLA CAMERA

Stasera alle 21:42 Silvio Berlusconi si è dimesso.
Pubblichiamo l'intervento di Dario Franceschini alla Camera durante l'approvazione della Legge di Stabilità.
L'ultimo in cui seduto ai banchi del Governo c'era Silvio Berlusconi.

giovedì 10 novembre 2011

COMUNICATO DEL CIRCOLO DEL PARTITO DEMOCRATICO SUL RAPPORTO DI COLLABORAZIONE CON IPG

In vista delle elezioni comunali del 2012 il PD ha cercato collaborazioni e alleanze con tutte quelle forze democratiche che credono nella crescita del paese dal punto di vista ambientale, culturale e democratico.
Insieme per Gerenzano è una di quelle forze politiche di ispirazione civica con cui il Partito Democratico sembrava aver trovato affinità e comunanza di intenti. Per questa ragione dal mese di luglio entrambi i direttivi avevano proposto ed attuato alcune iniziative che li avvicinassero alla popolazione (gazebo) e ne raccogliessero in uno spirito democratico le necessità. Inoltre si era preso l’impegno ad approfondire tutte quelle tematiche volte al miglioramento della qualità della vita e dei servizi a Gerenzano.
E’ dei giorni scorsi la proposta di una parte di IPG di voler formare un listone elettorale che includesse uno o più gruppi politici di centrodestra i cui obbiettivi appaiono in netta contraddizione con il programma condiviso.
E’ per questa ragione che il PD, coerente ai principi a cui si è ispirato finora, si vede costretto a non accettare tale proposta e a proseguire il percorso intrapreso con la collaborazione e il contributo di tutti coloro che condividendo il nostro programma volessero partecipare.

Gerenzano, 7 Novembre 2011

Il Direttivo del Circolo del Partito Democratico di Gerenzano

VI ASPETTIAMO SABATO 12 NOVEMBRE

























La pioggia, che ha travolto importanti regioni del Nord Italia*, con le drammatiche conseguenze a cui abbiamo assistito impotenti, ci ha fatto slittare di una settimana l'appuntamento con i cittadini di Via Inglesina.


Vi aspettiamo SABATO 12 NOVEMBRE.


*LA SOTTOSCRIZIONE DEL PD LOMBARDO PER LE ZONE ALLUVIONATE DI LIGURIA E TOSCANA

Come sapete anche il PD ha attivato una sottoscrizione straordinaria di fondi a sostegno delle zone alluvionate della Liguria e della Toscana colpite nei giorni scorsi da violentissimi temporali. Anche il Partito Democratico lombardo deve fare la sua parte. Invitiamo quindi tutti i circoli, le federazioni provinciali e gli amministratori locali PD ha sottoscrivere e diffondere la raccolta di fondi che abbiamo promosso anche sabato scorso in piazza San Giovanni a Roma.

Per contribuire alla sottoscrizione i conti correnti attivati sono i seguenti:

SOTTOSCRIZIONE LIGURIA: Codice IBAN IT14Q0617510700000003111580 intestato a Partito Democratico Coordinamento della Spezia con causale: contributo popolazione colpita da alluvione.

SOTTOSCRIZIONE TOSCANA: codice IBAN IT82U0611024500000082067680, intestato a Partito Democratico di Massa Carrara con causale: donazioni alluvionati Lunigiana.

LA MANIFESTAZIONE DEL 5 NOVEMBRE A ROMA

E’ stato un grande momento di partecipazione, in cui tanti di noi hanno testimoniato - con il loro esserci - il bisogno di Ricostruzione del nostro Paese.
Una piazza bella, gremita, allegra, ha accolto partecipanti giunti da tutte le Regioni italiane, e anche dalla Lombardia siamo stati in tanti a riempire in Piazza San Giovanni.
Grazie a tutti coloro che sono venuti, e grazie anche a quelli che hanno lavorato duramente, nelle Federazioni e nei Circoli, per organizzare treni e pullman, per diffondere le notizie, per dire quanto fosse importante partecipare a questo grande appuntamento in cui il Partito Democratico ha dimostrato di essere necessario al Paese e di avere molto da dire, e da dare.
Grazie anche a chi ha sopportato qualche disagio nel viaggio per raggiungere Roma, o per ripartire: è anche da questa disponibilità che si può misurare quanto crediamo nel nostro progetto e nel nostro partito.
Ora ci attendono novità politiche, importanti. Facciamoci trovare pronti.

Maurizio Martina

fonte Organizzativo PD Lombardia

domenica 6 novembre 2011

venerdì 4 novembre 2011

BERSANI: DA PIAZZA DI DOMANI SOLIDARIETA' E FIDUCIA

Le parole del Segretario Bersani al TG3 sulla manifestazione di domani a Roma, piazza San Giovanni:

GAZEBO 5 NOVEMBRE IN VIA INGLESINA

In caso di pioggia l'incontro con i cittadini di Via Inglesina sarà rinviato al 12 Novembre!
Il Circolo del Partito Democratico di Gerenzano

mercoledì 19 ottobre 2011

CON LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEL 5 NOVEMBRE IN PIAZZA SAN GIOVANNI A ROMA IL PD LANCIA LA SFIDA ALLA DESTRA. SARA’ UNA FESTA DI POPOLO PER BATTERE

Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, non solo ha confermato ma anche rilanciato sull’appuntamento del 5 novembre in piazza San Giovanni a Roma. In nome del popolo italiano per battere Berlusconi e sostenere le proposte del Pd per l’alternativa di governo al berlusconismo. Ma non solo. Altro che leggi speciali ( ieri il ministro Roberto Maroni ha riferito al Senato ed ha proposto alcune norme di severità). Ci vogliono meno tagli alle forze dell’ordine. Capacità di prevenzione. Ma è decisivo che ci sia anche una festa di popolo, come vuol essere la manifestazione nazionale del Pd del 5 novembre aperta «a tutte le associazioni e a tutte le persone che vogliono manifestare anche non sotto le nostre bandiere», per riappropriarsi della piazza e battere la violenza che ha sfregiato Roma. Basterà la bandiera italiana e la costituzione, ha detto Bersani.
Da L’Unità. Dall’articolo di Simone Collini. «La faremo. In nome del popolo italiano. E sarà una grande festa di popolo». Pier Luigi Bersani, il giorno dopo l`annunciato divieto da parte del sindaco di Roma Gianni Alemanno a svolgere cortei in centro per prossimi trenta giorni, annuncia che la manifestazione nazionale del Pd prevista per il 5 novembre a piazza San Giovanni non subirà slittamenti. «Pensiamo che il modo per combattere la violenza non è restringere gli spazi della democrazia. Sarebbe un grave errore». Bersani è a Montecitorio mentre il ministro dell`Interno Roberto Maroni illustra al Senato la linea dura sui cortei come reazione all`inferno scatenato a Roma sabato dai black bloc. «Noi siamo contro legislazioni speciali», dice il leader del Pd. Bisogna affinare la normativa per prevenire meglio, le forze dell`ordine devono essere equipaggiate meglio e non devono essere massacrate come è stato finora dal governo». Ma non c`è solo questo, per quel che riguarda la manifestazione dei cosiddetti indignati, c`è anche un tema «politico e culturale» da tenere presente: «Quel movimento non ha avuto la possibilità di esprimersi e aveva invece alcune buone ragioni. Noi alcuni di quei messaggi vogliamo raccoglierli». A cominciare dal manifesto dei progressisti europei che vogliono mettere «in equilibrio» le ragioni dell`economia reale con i privilegi della finanza, che «deve essere messa al servizio delle operazioni, non al comando». Si parlerà anche di questo, alla manifestazione del Pd del 5 novembre, quando sul palco salirà anche il leader della Spd Sigmar Gabriel (un invito è appena partito anche per Francois Hollande). La giornata di San Giovanni (per la quale sono previsti anche momenti musicali) spiega Bersani, sarà aperta non solo ai militanti del Pd «ma a tutte le associazioni e a tutte le persone che vogliono manifestare anche non sotto le nostre bandiere»: «Basta la bandiera italiana e la Costituzione. Diremo la nostra sulla ricostruzione del Paese e sulla possibilità che l`Italia ha di riprendere il cammino. In piazza ci sarà la parola della fiducia. Faremo della manifestazione un grande appuntamento pacifico di popolo, sarà il nostro regalo a Roma, città capitale che da capitale ha sempre accompagnato l`evoluzione democratica del Paese».

Fonte PD

venerdì 14 ottobre 2011

5 NOVEMBRE 2011 A ROMA

In vista della manifestazione nazionale del 5 Novembre a Roma sono stati predisposti alcuni treni speciali Freccia Rossa, la nostra provincia avrà a disposizione 150 POSTI, con partenza prevista da MILANO ALLE ORE 7.30 e ritornoalle 20.00.
Il costo del biglietto sarà di € 30 a persona.
Chi volesse partecipare può iscriversi contattandoci all'indirizzo pdgerenzano@gmail.com
PARTECIPIAMO

Partito Democratico
Circolo di Gerenzano

MANIFESTAZIONE 5/11 A ROMA













martedì 27 settembre 2011

venerdì 19 agosto 2011

PAGHI CHI NON PAGA MAI

Le decisioni prese dal Consiglio dei ministri sono inadeguate e poco credibili rispetto alla sfida che il paese ha di fronte anche sul piano internazionale e fortemente inique sul piano sociale e fiscale.Gli esempi più eclatanti riguardano in particolare l’anticipo della delega sull’assistenza, che facilmente si tradurrà in un drastico taglio degli sgravi fiscali, scaricando sulle famiglie una parte rilevante dell’intera operazione di riduzione del disavanzo pubblico, colpendo in modo particolare i nuclei meno abbienti. La mancata precisazione degli interventi dà inoltre all’anticipazione di questa delega un carattere generico e di incertezza che non corrisponde all’esigenza di credibilità della manovra. L’intervento sugli enti locali è ancora insufficiente sul piano del riordino istituzionale, ma fortemente incisivo sul livello dei servizi, livello che invece va mantenuto e in alcuni casi irrobustito. Il contributo di solidarietà incide sui ceti popolari e sui ceti medi che pagano le tasse. In sostanza paga chi già paga. L’intervento sul Tfr dei dipendenti pubblici non porta efficienza, ma rappresenta un peso sui ceti medi e bassi. Gli interventi sulle relazioni industriali e sui rapporti di lavoro rappresentano una notevole intromissione nei rapporti e nell’autonomia delle parti sociali. Molte di queste misure dovranno essere abolite o fortemente alleggerite.In sostanza, la manovra del governo scarica il costo del rientro dal deficit pubblico sui ceti popolari e sugli onesti che pagano le tasse. E’ inoltre un intervento destinato a deprimere l’economia invece di rilanciarla e non prevede nulla di significativo per la crescita. Il Partito Democratico ritiene dunque che debbano essere adottate soluzioni più efficienti e più eque, che facciano pagare non chi paga già, ma chi non paga mai, che portino allo stesso risultato sul piano dei saldi di bilancio, ma che siano anche in grado di fornire un sostegno selettivo alla crescita.Il Pd non si sottrae dunque alla sfida che il paese ha di fronte e mette a disposizione il proprio contro piano, un progetto responsabile e alternativo per il bene del paese. Per l’abolizione o il forte alleggerimento delle inique misure del governo noi dunque proponiamo: 1. Per affrontare l’emergenza si prevede un prelievo straordinario una tantum sull’ammontare dei capitali esportati illegalmente e scudati, in modo da perequare il prelievo su questi cespiti alla armonizzazione della tassazione sulle rendite finanziarie al 20 per cento e di adeguare l’intervento italiano alle medie delle analoghe misure prese nei principali paesi industrializzati. Gran parte di questi 15 miliardi dovrà essere utilizzata per i pagamenti della Pubblica Amministrazione nei confronti delle piccole e medie imprese e per alleggerire il patto di stabilità interno così da consentire immediati investimenti da parte dei comuni. 2. Un pacchetto di misure efficaci e non solo di facciata contro l’evasione fiscale, tali da produrre effetti immediati, consistenti e concreti. Si propongono dunque alcuni interventi, tra i quali figurano le misure anti-evasione che in parte riprendono quelle dolosamente abolite dal governo Berlusconi: a) tracciabilità dei pagamenti superiori a 1.000 euro (pensare a somme più elevate significa lasciare di fatto tutto come è oggi) ai fini del riciclaggio e soglie più basse, a partire dai 300 euro, per l’obbligo del pagamento elettronico per prestazioni e servizi;b) obbligo di tenere l’elenco clienti-fornitori, il vero strumento di trasparenza efficiente; c) descrizione del patrimonio nella dichiarazione del reddito annuo con previsione di severe sanzioni in caso di inadempimento. 3. Introduzione di una imposta ordinaria sui valori immobiliari di mercato, fortemente progressiva, con larghe esenzioni e che inglobi l’attuale imposta comunale unica sugli immobili, in modo di ricollocare l’Italia nella media e nella tradizione di tutti i maggiori paesi avanzati del mondo.4. Un piano quinquennale di dismissioni di immobili pubblici in partenariato con gli enti locali (obiettivo minimo 25 miliardi di euro). 5. Liberalizzazioni. Il Pd propone di realizzare immediatamente almeno una parte delle proposte di liberalizzazione che il partito ha già preparato e presentato: ordini professionali, farmaci, filiera petrolifera, RC auto, portabilità dei conti correnti, dei mutui e dei servizi bancari, separazione Snam rete gas, servizi pubblici locali. Il Pd è contro la privatizzazione forzata, ma non contro le gare e la liberalizzazione dei servizi pubblici locali. Tutto questo si può fare immediatamente senza bisogno di riforme costituzionali.6. Politiche industriali per la crescita. Il Pd propone di adottare subito misure concrete per alleggerire gli oneri sociali e un pacchetto di progetti per l’efficienza energetica, la tecnologia italiana e la ricerca, con particolare riferimento alle risorse potenziali e sollecitabili del Mezzogiorno. Sarebbe un errore imperdonabile intervenire sul controllo dei conti pubblici senza mettere in campo, sia pure limitatamente alle risorse disponibili, un pacchetto di stimoli alla crescita e per l’occupazione. In questo contesto rientra anche l’implementazione dei più recenti accordi tra le parti sociali senza intromissioni che ledano la loro autonomia. 7. Pubblica amministrazione, istituzioni e costi della politica. In Italia la riduzione della spesa deve riguardare non tanto sulla spesa sociale, ma l’area della Pubblica Amministrazione, le istituzioni politiche e i settori collegati. A Cominciare dal Parlamento: il primo passo è il dimezzamento del numero dei parlamentari. Il Pd ha presentato da tre anni proposte specifiche su questo punto. Su sollecitazione dei gruppi parlamentari del Pd la discussione su questi progetti è stata calendarizzata in Parlamento per settembre. Si agisca immediatamente. Da lì in giù, bisogna intervenire su Regioni, Province, Comuni con lo snellimento degli organi, l’accorpamento dei piccoli comuni, il dimezzamento o più delle province secondo l’emendamento presentato dal Pd e dall’Udc alla manovra di luglio o, in alternativa, riconducendole ad organi di secondo livello, accorpamento degli uffici periferici dello Stato, dimezzamento delle società pubbliche, centralizzazione e controllo stretto per l’acquisto di beni e servizi nella pubblica amministrazione. In più: la ripresa di un vero lavoro di spending review, interrotto dal governo Berlusconi, dal punto di vista di una politica industriale per la pubblica amministrazione. Il Pd ha proposte specifiche su ciascuno di questi punti. In particolare sui costi della politica il riferimento è il programma contenuto nell’ordine del giorno presentato due settimane or sono in Parlamento. La manovra economica che il paese si appresta ad applicare rappresenta un passaggio necessario, ma molto severo. Il Pd eserciterà tutta la propria responsabilità di partito nazionale e alternativo. Ma oggi non si può tacere che se il paese si trova più esposto di altri sul fronte della crisi questo si deve alla responsabilità politica del governo e della sua maggioranza. L’Italia è un grande paese. Ha risorse e capacità. Tre anni fa il debito pubblico era al 104 per cento del Pil, la spesa pubblica era meno forte, le banche non avevano investito somme ingenti nei derivati e nei prodotti finanziari più fragili. Sarebbe bastato non bruciare inutilmente le risorse disponibili, riconoscere la crisi ed avviare un pacchetto di interventi per sostenere la crescita. Per tre anni, pur di fronte agli avvertimenti, all’allarme e alle proposte dell’opposizione, il governo ha negato la crisi e non ha fatto irresponsabilmente nulla.Il Partito Democratico, responsabile e alternativo, si carica oggi di questa sfida e si propone per offrire al paese un’alternativa credibile, più efficiente, più giusta, in modo che l’Italia possa voltare pagina e riprendere il suo cammino di crescita.“Sulla base di questi primi ed altri elementi di proposta” dichiara il segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani “dal 20 agosto in poi, una volta esaminato il testo presentato dal Consiglio dei ministri, ci rivolgeremo alle forze sociali e alle opposizioni per aprire un confronto volto a perfezionare una più compiuta proposta alternativa agli interventi del governo, a presentare gli emendamenti in Parlamento ed a sollecitare il sostegno dell’opinione pubblica per il cambiamento di una manovra depressiva, poco credibile e ingiusta”.
http://www.bersanisegretario.it/dettaglio/112922/la_manovra_alternativa_del_pd?utm_source=MailingList&utm_medium=email&utm_campaign=Copy+of+20110813+-+Bersani+-+I+7+punti+della+manovra+del+PD

giovedì 7 luglio 2011

IV FESTA DEMOCRATICA LOMBARDA A VARESE

Varese, Parco della Schiranna (via Vigevano 26) 8-18 luglio

Programma dei dibattiti

Venerdì 8 LUGLIO ore 20 - APERTURA DELLA FESTA Brindisi inaugurale con i parlamentari Daniele MARANTELLI e Paolo ROSSI, con Maurizio MARTINA, segretario regionale del Partito Democratico lombardo e Fabrizio TARICCO, segretario del Pd di Varese

ore 21 - ORA TOCCA AL PD Enrico LETTA, Vicesegretario nazionale del Pd. Intervistato da Alessandro Casarin - Condirettore Tg Rai regionali

Sabato 9 LUGLIO ore 21 - DOPO LA CRISI: LAVORO E IMPRESA IN LOMBARDIA Gigi PETTENI, Segretario CISL Lombadia, Nino BASEOTTO, Segretario CGIL Lombardia, Fausto CACCIATORI, Pres. CNA Lombardia, Giorgio MERLETTI, Pres. Confartigianato Lombardia. Introduce Stefano Tosi, coordina Laura Specchio

Domenica 10 LUGLIO ore 21 - ARIA NUOVA IN LOMBARDIA Stefano BOERI, Assessore del Comune Milano, Daniele BOSONE, Presidente Provincia di Pavia, Edoardo GUENZANI, Sindaco di Gallarate, Luisa OPRANDI, candidata Sindaco di Varese. Intervistati da Danilo De Biasio, Direttore di Radio Popolare, introduce Emanuele Fiano

Lunedì 11 LUGLIO ore 21 - VENTO NUOVO, VELE NUOVE Confronto con Filippo PENATI,Antonio DI PIETRO e Savino PEZZOTTA. Coordina Simona Arrigoni, conduttrice di 7Gold, introduce Alessandro Alfieri

Martedì 12 LUGLIO ore 21 - UNA PRIMAVERA DI DIRITTI NEL GOVERNO LOCALE Carmela ROZZA, capogruppo Pd Comune di Milano, Martina DRAGHI, capogruppo Pd Provincia di Pavia, Giovanna MARTELLI, vicepres. Provincia di Mantova, Ettore MARTINELLI, responsabile Pd per i Diritti, Chiara CREMONESI, consigliera regionale Sel. Introduce Ilaria Cova, coordina Arianna Censi

Mercoledì 13 LUGLIO ore 21 - LA MANOVRA ECONOMICA E LE CONSEGUENZE PER GLI ENTI LOCALI. Confronto tra Vasco ERRANI, Presidente Regione Emilia-Romagna e Attilio FONTANA, Sindaco di Varese. Introduce Matteo Mauri, segreteria nazionale Pd

Giovedì 14 LUGLIO ore 21 - UNA NUOVA EUROPA PER IL FUTURO: dalla crisi economica ai nuovi scenari del Mediterraneo. Antonio PANZERI e Patrizia TOIA Europarlamentari Pd. Intervistati da Angelo Maria Perrino, affaritaliani.it

Venerdì 15 LUGLIO ore 21 - SENTI CHE BEL VENTO Intervista a Pier Luigi BERSANI Introduce Maurizio Martina, Segretario Pd Lombardia

Sabato 16 LUGLIO ore 10-13 - FORUM DEI CIRCOLI DEL PD LOMBARDO: Verso la Conferenza Nazionale del PD Introduce Roberto Rampi, con Maurizio Martina, Giovanni B. Magnoli, Massimiliano Fontana, Luca Gaffuri. Conclude Antonio Misiani

Domenica 17 luglio ore 21 - LA PADANIA NON ESISTE, LA MAFIA SÌ. Cultura della legalità e territorio. Intervista a Nando DALLA CHIESA Introduce Roberto Cornelli, Segretario Pd Milano

Lunedì 18 luglio ore 21 - PER UNA BUONA INFORMAZIONE. Il cambiamento necessario. Intervista a Paolo GENTILONI Con Vinicio Peluffo e Luigi Vimercati

Tutti giorni dalle 18.30 PDrink presso il bar della balera Alle 19.00 apertura della cucina

09 LUGLIO:UN POMERIGGIO D’ESTATE INSIEME

Le recenti elezioni amministrative hanno fatto registrare un ampio e significativo successo del centro-sinistra un po’ in tutta Italia, compresa la Lombardia e la provincia di Varese.
I referendum del 12 e 13 giugno hanno poi segnato un risultato straordinario per la partecipazione attiva dei cittadini, prima ancora che per la travolgente vittoria dei SI’ ai quattro quesiti.
I segnali di un profondo cambiamento nel quadro politico italiano diventano giorno dopo giorno sempre più evidenti, e, il Partito Democratico si candida ad essere protagonista della nuova stagione politica che si sta aprendo.
Anche i circoli del PD del saronnese vogliono dare il proprio contributo a creare le condizioni per quell’alternativa di Governo di cui il Paese ha urgente necessità.
Invitiamo perciò gli iscritti, i simpatizzanti, gli elettori del PD e, più in generale, tutti i cittadini che vogliono contribuire al cambiamento, a partecipare ad un pomeriggio di discussione e di festa: il giorno 9 luglio, a partire dalle ore 17.00, presso l’AUSER in Via Maestri del Lavoro a Saronno.
Il programma prevede un momento di confronto e scambio di opinioni, tra i rappresentanti delle amministrazioni comunali, sulle azioni amministrative che possiamo compiere insieme nel nostro territorio, dopo i risultati elettorali a Caronno e a Cislago e soprattutto quali siano le prospettive e le proposte per la gestione del servizio idrico integrato alla luce dei risultati dei referendum sull’acqua.
Seguirà un simpatico momento conviviale. Vi aspettiamo numerosi.
(in caso di maltempo la manifestazione si svolgerà ugualmente al coperto)
Partito Democratico

PROVINCE. LA POSIZIONE DEL PD.

Da L’Unità. Articolo di Davide Zoggia, responsabile enti locali della segreteria nazionale del Pd. “Non è cancellando una parola che si risolve il problema del costo della politica. Non lo si fa con le scorciatoie facili e furbe a cui in queste ore, da tante parti politiche, si vuole fare ricorso. Aboliamo le province, certamente, frase ad effetto ma che non porta da nessuna parte
se non si indica un percorso preciso su come superare l’attuale assetto. Il massimalismo verbale o nella sua variante contemporanea il riformismo pret a porter, si alimenta con simili forme di pressapochismo ad uso mediatico. Abbiamo un esempio eclatante sotto gli occhi: il federalismo, nelle sue declinazioni municipale e fiscale. Poteva essere una riforma straordinaria per efficacia ed efficienza. Quello voluto dal centrodestra è invece un guazzabuglio indigeribile che provoca danni e nessun beneficio, prodotto di un insieme di interventi disorganici che, per tale motivo ,anziché armonizzarsi in una coerente ristrutturazione dell’impianto istituzionale, producono continui cortocircuiti. E’ evidente che le province vadano riviste nel numero, nelle funzioni, nei compiti e quindi nei costi. E’ indispensabile: il paese è cambiato ma soprattutto il mondo è cambiato. Ma proprio per questo motivo tale riordino non può avvenire indipendentemente da una nuova e più snella visione dello stato, per fornire così servizi efficienti e non duplicazioni burocratiche. Non è sufficiente quindi dire che si aboliscono le province, lo si deve fare ma in modo da avere benefici e non danni. Esiste una proposta del Pd per quanto riguarda il riordino complessivo del sistema delle autonomie locali e delle regioni. In questa si colloca anche quella specifica relativa alle province. Una proposta che non entra in conflitto con l’art. 133 della Costituzione offrendo la possibilità di sviluppare un intervento coerente. Già con la riforma del titolo V il centrosinistra aveva cercato di ammodernare le istituzioni del paese, ma il percorso era stato bloccato dal centrodestra. Ora si presenta nuovamente l’occasione a patto di seguire un riassetto complessivo ed efficiente. E’ chiaro che nell’ottica di un sistema realmente federale è necessario giungere al superamento del bicameralismo perfetto con unica camera e l’istituzione di un senato federale con una diminuzione del numero dei parlamentari. Ciò significa quindi rivedere compiti e funzioni dei vari enti. Inoltre è chiaro che la revisione del ruolo e la diminuzione delle province deve andare di pari passo con l’istituzione delle città metropolitane. Sarebbe interessante sapere dalle varie tricoteuses che, in queste ore, chiedono a voce alta il taglio delle province se hanno minimamente idea di quali siano le competenze oggi dei soggetti che vogliono sopprimere. Hanno idea a chi andrebbero trasferite le competenze, anche in relazione alla dimensione dei comuni e all’impossibilità delle regioni di svolgere ulteriori compiti a fronte della legislazione vigente? E’ facile demagogia tracciare un segno sulla parola province, sarebbe una operazione identica a quella fatta da Berlusconi con le grandi opere, con i famosi cartelloni pieni di segni che, da inchiostro, non si sono mai trasformati in infrastrutture. L’effetto Berlusconi continua ad affascinare tanti politici, visto che è molto facile strizzare l’occhio a misure populiste, un po’ più difficile metterne in campo di coerenti. La nostra proposta è concreta e riorganizza il settore con veri tagli e grandi possibilità di risparmio, essa è già depositata in parlamento ed è visibile sul nostro sito internet (all’indirizzo http://beta.partitodemocratico.it/leggeprovince ). Se si vuole fare sul serio bisogna dire a chi, una volta abolite, vanno le funzioni delle province, almeno quelle essenziali e come verrà dislocato il personale che oggi vi lavora. Altrimenti, parlare di costi della politica solo per le province diventa un modo per eludere il problema, per non affrontarlo mai sul serio. E i tempi di questa nostra riforma saranno brevissimi. Il paese va riformato e riavvicinato alle esigenze dei cittadini e in questo ci stiamo impegnando. Non vi è alcun intento dilatorio, noi non vogliamo far cadere la questione tanto che rilanciamo, fin da ora, la nostra proposta”.

fonte: Ufficio dei Circoli PD

giovedì 30 giugno 2011

IL GOVERNO SOTTO DUE VOLTE

ECCO LA DICHIARAZIONE DI FRANCESCHINI

martedì 28 giugno 2011

LE PAROLE DI BOB KENNEDY ATTUALI PIU' CHE MAI



























Per ingrandire e leggere cliccare due volte sull'immagine.

UN PROGETTO DI LEGGE PER TAGLIARE I COSTI DELLA POLITICA

Progetto di legge presentato dal PD in Regione: Abolizione del vitalizio e riduzione del compenso e dell’indennità di fine mandato. Primo firmatario il segretario regionale Maurizio Martina.

Un anno dopo la presentazione di un ordine del giorno all’assestamento di bilancio per l’abolizione del vitalizio e per la riduzione dell’indennità di fine mandato dei consiglieri regionali il Partito Democratico presenta una proposta di legge per sfidare il centrodestra a cambiare la legislazione regionale in merito. È un’iniziativa voluta fortemente dal segretario regionale del PD Maurizio Martina, che è primo firmatario della proposta.
Il progetto di legge, composto di tre semplici articoli di modifica delle norme vigenti, mira a far risparmiare alle casse pubbliche circa 5 milioni di euro l’anno.
Il primo punto è la cancellazione del vitalizio del Consigliere regionale, come già fatto da altre Regioni italiane. Il vitalizio è oggi strutturato su un impianto di carattere retributivo e attinge da un fondo a cui oggi la Regione contribuisce con 3,5 milioni di risorse proprie, destinati a crescere negli anni se non si riformerà il sistema.
Il PD prevede che in futuro si possano istituire solo forme assicurative o forme di previdenza integrative con il sistema contributivo e senza oneri per la Regione.
Il secondo punto è la riduzione, nell’ordine del 60%, dell’indennità di fine mandato. La proposta prevede di passare da 12 a 5 mensilità per ogni legislatura fatta, con un tetto di 10 mensilità anche se il mandato supera le due legislature. Mentre con l’attuale regime chi ha svolto 4 o più legislature ha diritto ad un’indennità di fine mandato di 4 o più annualità.
Il terzo punto è il taglio del 10% delle indennità dei Consiglieri regionali (circa 950 euro lorde), che segue il taglio del 10% della diaria in vigore dal primo gennaio del 2011 per effetto del taglio effettuato dal Parlamento.
Il senso del provvedimento lo spiega lo stesso Martina: «Portiamo in Consiglio regionale una proposta chiara e sostanziale – dice il segretario lombardo del PD - che tocca nel vivo un sistema che è giusto modificare. Se avessimo avuto intenzioni propagandistiche l’avremmo presentata due mesi fa, in campagna elettorale, e invece anche nella tempistica vogliamo dimostrare che facciamo sul serio. La prima proposta vera, già pronta per essere discussa e approvata in tempi brevi, porta la firma del PD e la mia in primis. Cosa faranno Lega e PDL? Lo vedremo in commissione e in Aula».
«Noi – conclude Martina - vogliamo vedere un’istituzione più sobria e più in linea con la società lombarda. Ai cittadini deve arrivare un segnale chiaro e di sostanza, e questo certamente lo è.»
http://www.pdlombardia.it/nota_politica/2011/06/24/un-progetto-di-legge-tagliare-i-costi-della-politi/

“IL GOVERNO SI STA AVVIANDO VERSO UN TRAMONTO ESTENUANTE E PERICOLOSO"

Bersani:"Il governo ha il dovere di risolvere l'emergenza rifiuti in Campania, se non è in grado di farlo deve andare a casa"



"Dovrei essere io uno dei pochi italiani che gli credono?". Così Pier Luigi Bersani ha risposto all'appello al dialogo condiviso del premier Silvio Berlusconi. Durante la conferenza stampa di presentazione Tamtàm democratico, la nuova rivista di cultura politica, il leader democratico ha ribadito che "dialogo è una parola fumosa. Il dialogo, lo ripeto si può fare in un posto ben preciso che si chiama Parlamento: lì sono disposto a discutere di tutto, come, ad esempio, dimostrato dalla nostra proposta per risolvere l'emergenza rifiuti. Se vogliono il dialogo in Parlamento ci siamo. Ma finora siamo stati sempre inascoltati: altrimenti non ci troveremmo davanti a questa manovra economica che stanno per presentare. Berlusconi dice 'no a crisi al buio?'. Ma il buio siete voi...".La presentazione del magazine online è stata anche l'occasione per rispondere ad alcune domande di attualità politica: Scontri tra forze dell'ordine e No-Tav. "Nel movimento No-Tav ci sono anche frange violente. Negare questo significa assolverle. Non possiamo accettare l'idea che il processo di decisione venga bloccato da una frangia". Così Pier Luigi Bersani a proposito degli scontri in Val di Susa.Bersani ha voluto rivolgere un appello alla prudenza alle forze dell'ordine, "quelli di stamani in Val di Susa sono avvenimenti spiacevolissimi. C'è molta amarezza da parte nostra. È necessario il confronto. Sì al confronto e al dialogo ma diciamo no al blocco dei cantieri. Noi siamo contrari che il processo di decisione venga bloccato con iniziative che coinvolgono frange limitate. Ma invito le forze dell'ordine a tener presente i caratteri di un'azione che deve al massimo essere quella di limitare ridurre e attenuare gli incidenti". Intercettazioni. "Sulle intercettazioni noi abbiamo sempre la stessa posizione: escludiamo sia il bavaglio alla stampa sia la limitazione delle intercettazioni come reperimento della prova.Questa è la nostra proposta che è stata depositata in Senato e che porta la firma di Finocchiaro e Casson. È inutile che il governo citi il ddl Mastella. Se gli va bene la nostra, noi ci siamo. Il problema è che non gli va bene quella". Lo ha detto il segretario del Pd, Pier LuigiBersani, parlando in conferenza stampa al Nazareno.Rifiuti. "Io da presidente dell'Emilia Romagna ho preso i rifiuti di altre regioni. Io sono il primo a dire che la Campania deve darsi in tempi certi un'autosufficienza nel ciclo rifiuti, ma non mi piace sentire che dei bambini, che ritengo italiani, respirino quell'aria. Dobbiamo dargli una mano: è una vergogna che non scatti questo meccanismo. Se il governo non risponde a questo deve andare a casa perché allora non è un governo".Manovra finanziaria. “E' assurdo che chi ci ha portato in queste condizioni pensi che possa essere la cura. Su questo non accettiamo diktat, come non accettiamo di vedere colpiti welfare e lavoro. Finiscano con le ipocrisie”.Vasco Rossi e Pier Ferdinando Casini. Vasco Rossi si ritira dalle scene? Uno dei più noti fan del rocker emiliano, Pier Luigi Bersani lo invita a ripensarci. "Come dice lui in una famosa canzone, "Ci credi? Ci credi tu? Beh io non ci credo", spiega il leader del Pd. Una risposta che Bersani si sente di dare anche a Pierferdinando Casini, che ha ipotizzato un governo d'emergenza. "Più o meno – ha aggiunto Bersani - la stessa cosa che dice Vasco: io non ci credo al governo d'emergenza. Meglio andare al voto. L'ipotesi di un governo di emergenza è una ipotetica del terzo tipo", che sarebbe possibile solo "in uno scenario in cui Berlusconi facesse un passo indietro"."Se ci fosse uno scenario così il Pd direbbe: vediamo. Ma quando Casini dice che se non si realizza questa ipotesi allora è meglio andare a votare, io sottolineo questo, perché questo governo si sta avviando verso un tramonto estenuante e pericoloso".
Andrea Draghetti



http://beta.partitodemocratico.it/doc/212109/il-governo-si-sta-avviando-verso-un-tramonto-estenuante-e-pericoloso.htm



giovedì 16 giugno 2011

BRUNETTA SI DIMETTA DOPO GLI ATTACCHI AI PRECARI

Dopo l'attacco ai lavoratori precari definiti "l'Italia peggiore" la replica di Bersani: “Nelle espressioni estreme del ministro è evidente la profonda incomprensione di quanto sta avvenendo nella società”. Fassina: "Se avesse un minimo senso delle istituzioni si dovrebbe dimettere"
“Nelle espressioni estreme di Brunetta e non solo sue è evidente la profonda incomprensione di quanto sta avvenendo nella società e c'è da preoccuparsi perché dal governo non è arrivata alcuna autocritica sulla sua incapacità di agire davanti alla più grave crisi economica dal dopoguerra”.

Questo è stato il primo commento del segretario del PD Pier Luigi Bersani dopo le gravi affermazioni del ministro Renato Brunetta che, non volendo rispondere a due lavoratrici precarie, le aveva apostrofate come “l'Italia peggiore” abbandonando un convegno pubblico.

“Si tratta sempre – ha continuato Bersani - di quel divorzio tra governo e realtà che non legge quanto negli ultimi mesi si è mosso nella società: lo spontaneo movimento di lavoratori e insegnanti, il movimento delle donne, la manifestazione a piazza S. Giovanni, la trasmissione di Fazio e Saviano, le celebrazioni per i 150 e ci metto anche la nostra assemblea a Varese...tutto segnala una realtà profonda che si muove”.

"Il disprezzo che esprime il ministro Brunetta, nell'ordine, per i giovani disoccupati, per gli immigrati e anche per coloro che hanno rinunciato persino a cercare un lavoro è davvero intollerabile", ha detto Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato."Al di là delle scuse postume, ormai una vera abitudine per tutti gli esponenti di questo governo che chissà perché non vengono mai compresi dai giornalisti, le dichiarazioni del ministro della Pubblica amministrazione rivelano la visione che questo Esecutivo ha di una delle questioni più drammatiche del nostro Paese, ovvero la disoccupazione giovanile. Una visione farsesca".

Continua a leggere qui:
http://beta.partitodemocratico.it/doc/211138/brunetta-si-dimetta.htm?utm_source=Facebook&utm_medium=social&utm_content=fb-page-bersani&utm_campaign=brunetta-precari

Il video del Partito Democratico diventato lo spot per la Conferenza Nazionale sul lavoro del PD:

mercoledì 15 giugno 2011

DOPO I SI': LA CASA DELL'ACQUA DEVE DIVENTARE UNA REALTA'

Il Circolo del Partito Democratico di Gerenzano sostiene la mozione consiliare della Lista Civica “Insieme per Gerenzano” presentata per richiedere l’installazione di una “Casa dell’Acqua” sul territorio comunale.
Già dal mese di Febbraio il nostro circolo ha avviato una petizione (attraverso una raccolta di firme da consegnare al Sindaco) per chiedere all’Amministrazione Comunale di offrire ai cittadini gerenzanesi la possibilità di avere un punto di distribuzione di acqua potabile refrigerata e microfiltrata liscia o gassata, quest’ultima con un costo per litro assai inferiore rispetto a quella in commercio.
Riteniamo che l’obbiettivo fondamentale di questo progetto sia quello di introdurre tra la cittadinanza la “cutura dell’acqua come bene pubblico”, valorizzando di conseguenza l’acqua del nostro acquedotto considerando che il progetto per l’installazione di fontane pubbliche per la creazione di una “Casa dell’acqua” è ritenuto ormai da molte amministrazioni comunali di indiscussa utilità pubblica.
Un altro aspetto non trascurabile è rappresentato dal fatto che il costo dell’acqua potabile del nostro comune è molto più basso rispetto a quella imbottigliata in commercio, e ciò sarebbe di sicuro beneficio per le famiglie gerenzanesi poiché consentirebbe alle stesse di risparmiare sull’acquisto di acqua minerale in bottiglia mantenendo la certezza di bere un prodotto sano. L’ottima qualità dell’acqua di falda del nostro territorio comunale, concorrenziale con l’acqua minerale posta in vendita, è infatti sottoposta ad un continuo monitoraggio sia sotto l’aspetto qualitativo che sotto l’aspetto microbiologico (come certificato dai dati riportati sul sito del comune e del gestore).
Una “Casa dell’Acqua” rappresenterebbe pertanto un passo molto importante per il rispetto dell’ambiente per via dei minori rifiuti costituiti dalle bottiglie di plastica in quanto i cittadini potranno riutilizzare i contenitori per imbottigliare l’acqua. A tal proposito si ricorda che la distribuzione pubblica dell’acqua potabile in alcuni punti della zona direttamente collegati all’acquedotto ridurrebbe la produzione di rifiuti dovuti alle bottiglie di materiale plastico o di vetro che ammontano, a livello nazionale, a 5 miliardi di bottiglie da smaltire all’anno, di cui una minima parte viene riciclata e il resto finisce in discarica. I minori rifiuti, tra l’altro, potrebbero consentire, nel lungo periodo, anche un risparmio per ciò che concerne la tassa comunale sullo smaltimento dei rifiuti che grava sulle spese dei nostri concittadini e che negli anni non è certo diminuita. Bere alla propria fonte consentirebbe alle famiglie un risparmio stimato di circa 250 euro/anno calcolato sui costi dell’acqua di falda al mq tra i 60 e gli 80 centesimi contro i 250 di quella commerciale, nonché l’abbattimento dei suddetti 5 miliardi di contenitori di plastica da smaltire.
Ma in cosa consiste, esattamente, una “Casa dell’Acqua”?
La Casa dell'Acqua si presenta come un piccolo chiosco, colorato, gradevole alla vista, che si inserisce in modo armonico nello spazio verde circostante.
Ha una superficie di circa 30 metri quadrati, incluso un patio di accoglienza, ospita in un locale chiuso le apparecchiature ed una zona coperta aperta al pubblico ove sono ubicati tre erogatori d’acqua. Questa acqua è più pulita perché priva del passaggio in vecchie ed incrostate tubature che rilasciano residui solidi.
Un rubinetto eroga acqua naturale, normale, proveniente dall'acquedotto e ulteriormente filtrata. Il secondo rubinetto eroga acqua fredda grazie ad un apposito refrigeratore posto all'interno della casa. Il terzo invece fornisce acqua fredda gasata, grazie ad un carbonatore a caldo (consistente in una grossa bombola che contiene CO2) e ad un refrigeratore.
Le zone degli erogatori d’acqua sono rivestite in tesserine di mosaico vetrificato, mentre le restanti pareti hanno un rivestimento in mattoni a vista o semplicemente intonacate con tonalità giallo/verde. Il dosaggio dell’erogazione è volumetrico, con un sensore speciale per attivarla. L'obiettivo è quello di promuovere il consumo dell’acqua del rubinetto buona, controllata, sicura e gratuita, in alternativa alle minerali a volte scelte solo perché gassate.
L’impianto di distribuzione di acqua potabile, così come già realizzato in altre località, si basa quindi su un sistema di distribuzione molto semplice e la sua messa in opera prevede costi limitati e spese fisse di gestione possono essere facilmente recuperabili anche grazie all’installazione di pannelli fotovoltaici sul tetto di queste strutture e che le rendono quindi
energeticamente indipendenti

martedì 14 giugno 2011

RISULTATI REFERENDUM GERENZANO - CHE BATTIQUORUM

Qui di seguito i risultati dei Referendum del 12-13 giugno:

Referendum 1 - Servizi Pubblici Locali
Votanti perc. 53,54
SI 93, 76
NO 6,24
Schede bianche 1,29
Schede nulle 0,42

Referendum 2 - Tariffa Servizio Idrico
Votanti perc. 53,61
SI' 94,64
NO 5,36
Schede bianche 0,94
Schede nulle 0,25

Referendum 3 - Energia elettrica nucleare
Votanti perc. 53,50
SI' 91,25
NO 8,75
Schede bianche 0,92
Schede nulle 0,33

Referendum 4 - Legittimo impedimento
Votanti perc. 53,52
SI' 93,61
NO 6,39
Schede bianche 1,13
Schede nulle 0,28

fonte: http://referendum.interno.it/refe110612/RFI0308606404.htm

I cittadini di Gerenzano si sono recati a votare facendo così raggiungere e superare il Quorum!
Schiacciante vittoria dei SI'!

GRAZIE DI QUORUM!

venerdì 10 giugno 2011

12 E 13 GIUGNO 4 SI' PER IL NOSTRO BENE



«VOTO ALLE 10 DI MATTINA. E FATELO TUTTI: CONTRO GLI IMBROGLI DEI PREMIER»

Intervista a Pier Luigi Bersani di Simone Collini - L'Unità
«Io vado a votare alle 10 di domenica mattina», dice Pier Luigi Bersani invitando dirigenti, militanti e simpatizzanti del Pd a fare altrettanto. È chiaro che il dato sull`affluenza alle urne dato dai tg dell`ora di pranzo sarà determinante per il raggiungimento del quorum. «È molto importante incoraggiare tutti ad andare a votare, noi dobbiamo dare un segno immediato di fiducia nella partecipazione».
Nonostante siano 16 anni che non si raggiunge il quorum?

«È arduo, siamo i primi a saperlo, ma ne abbiamo già superate di prove ardue».
Si vince facile, come disse di Milano?

«L`obiettivo può essere raggiunto, innanzitutto per il merito dei quesiti. Si toccano temi su cui c`è una straordinaria sensibilità. A partire dalla questione nucleare».

Berlusconi dice che è un voto inutile, visto che il governo col decreto omnibus ha già bloccato il piano.
«Si tratta di un imbroglio, smascherato dalla Cassazione. Nella sentenza c`è scritto che la pezza che hanno cercato di mettere per evitare il referendum - leggo - "in realtà amplia le prospettive e i modi di ricorso alle fonti nucleari". Una conferma di quella norma lascerebbe al governo mani libere, senza limite di numero di centrali e di criteri per l`individuazione dei siti».
Dice che interessi ai cittadini anche abrogare il legittimo impedimento?

«Dico che per la prima volta gli italiani hanno la possibilità di affermare che la legge è uguale per tutti. Le norme in vigore già prevedono di ovviare a problemi di impedimento reale ad andare in un tribunale, non c`è nessuna ragione per inventarsi scorciatoie per chicchessia».
Parliamo dei quesiti sull`acqua: dal centrodestra la accusano di aver cambiato idea sulla privatizzazione.
«Questa gente confonde il concetto di privatizzazione con quello di liberalizzazione. La norma Ronchi obbliga la privatizzazione. Costringe a vendere, quindi a svendere perché quando si è costretti il prezzo lo fa chi compra, le società pubbliche. Tutte le pratiche di liberalizzazione che ho fatto io, dall`energia alle ferrovie, non hanno mai previsto l`obbligo di privatizzare. A me le gare vanno benissimo, non vedo cosa c`entri questo con l`obbligo di privatizzare. Sapendo anche che il privato non trasforma l`acqua in vino. Non sono d`accordo però neanche con chi sostiene il contrario».
Ci sarà una manifestazione a Piazza del Popolo: lei sarà sul palco?

«Sarò sotto al palco, ora c`è bisogno del protagonismo della società. È importante che milioni di persone diano un ulteriore segno che il vento è cambiato, e il Pd come ha fatto in questi mesi deve mettersi al servizio della riscossa civica, deve dare una mano e dare la mano ai movimenti».
Che ne pensa dei ministri che annunciano che non andranno a votare?

«Ne penso tutto il male possibile. Chi assume responsabilità di governo, chi giura sulla Costituzione, ha anche dei doveri civici».
Però saranno anche liberi di dare al loro elettorato indicazioni di comportamento, non crede?

«Penso che non pochi elettori di centrodestra vogliano esprimersi, e veder valere il loro voto».
Questo referendum secondo lei avrà conseguenze politiche?

«Ce n`è già di avanzo perché questo governo vada a casa. Certamente, se c`è una grande partecipazione verrà confermata un`esigenza di cambiamento. Per quanto ci riguarda, anche se Berlusconi continuerà ad esercitarsi in tecniche di sopravvivenza, noi chiederemo le dimissioni di questo governo. Come stiamo facendo da qualche mese a questa parte».
Dice che anche il vertice notturno tra Berlusconi, Bossi e Tremonti punti a tecniche di sopravvivenza?

«Non sarà un vertice notturno a risolvere problemi che per mesi hanno negato. Non hanno messo mano a nessuna riforma in grado di promuovere la crescita. E invece sento Berlusconi parlare di allargare i cordoni della borsa, di abbassare delle tasse. Ma di cosa parla?».

E se invece arrivasse veramente in Parlamento una riforma fiscale?

«Siamo seri, si può distribuire diversamente il carico fiscale se si vuole maggiore equità e un po` di crescita.E distribuire equamente vuol dire caricare di più sull`evasione e sulle rendite finanziarie e da patrimonio, e cominciare ad alleggerire il carico su impresa e lavoro. Se si aprisse mai un discorso serio, io sono pronto a sfidare il governo, ad aprire un confronto in Parlamento a partire dalle nostre idee. Ma se vengono fuori palloni miracolistici alla Berlusconi no, non ci faremo prendere in giro. D`altronde, l`esempio di queste ore è il federalismo. I Comuni, come dicemmo mesi fa, stanno applicando sistemi di sovratassazione che derivano dai tagli decisi dal governo».
Qualcosa l`inventeranno per rilanciare dopo la sconfitta, non crede?

«Veramente per ora il Pdl parla di primarie, di un segretario anziché tre coordinatori, di tutto fuorché dell`Italia. È impressionante il tipo di discussione che fanno. Come può non venirgli in mente di domandarsi se abbiano sbagliato qualcosa, sul piano della democrazia, su quello economico e sociale. Niente. Neanche nella sconfitta riescono a parlare dei problemi della gente».
C`è chi scrive che per Berlusconi Tremonti punta al Colle con i voti del Pd.
«Non so se sia vero che attribuisca a Tremonti una cosa così fantasiosa. Pur conoscendo la fantasia del ministro dell`Economia, questa mi sembra francamente troppo».
Dice Vendola che è inadeguata la forma partito e che Pd, Sei e ldv dovrebbero dar vita a un soggetto nuovo.
«Il tema di superare la forma partito era di molti anni fa. Il tema di oggi è qual è la nuova forma partito. E noi lavoriamo sul Pd. Dopodiché, ricordo che io un anno fa ho proposto un nuovo Ulivo. Chiamiamolo anche in modo diverso, ma dobbiamo lavorare a un avvicinamento tra le forze di centrosinistra che intendono impegnarsi in una nuova prospettiva di governo, e fare in modo che questo rapporto venga percepito anche come una soggettività. Ma questo non può essere disgiunto dai problemi, quindi dobbiamo rassicurarci che quando parliamo di riforma del fisco, lavoro, precarietà, democrazia, politica estera, stiamo dicendo cose esigibili da chi ci deve votare. Ogni possibile riapertura di cantieri può partire solo da questo, da una credibile e positiva esperienza di governo. Altrimenti, facciamo del politicismo. E il Paese non lo capirebbe».

martedì 7 giugno 2011

BERSANI: GLI ELETTORI DICENTRO E DI SINISTRA SI SONO GIA' MISCHIATI

Intervista di Aldo Cazzullo - Corriere della Sera
Segretario Bersani, cosa rappresenta per lei questo voto?
«Il segno di una riscossa civica, nel quadro di un problema sociale che si è fatto acuto e ha via via reso vulnerabili anche i ceti che finora si erano ritenuti al riparo dalle incertezze. È la prova che nell'incrocio tra questione democratica e questione sociale c`è l'evoluzione della crisi del Paese. Il rito personalistico e populistico si è mostrato inconcludente e menzognero di fronte ai problemi che prometteva di risolvere. Lo si vede più nettamente al Nord; cioè nel luogo più dinamico».
Bersani, è sicuro che il Pd abbia vinto? Pisapia e de Magistris non erano i vostri candidati.
«In questo tam tam c`è la velina del terzismo: un colpo al cerchio e uno alla botte, se Atene piange Sparta non ride. Siamo l`unica democrazia al mondo in cui si ragiona così. In realtà, se uno perde ci dev`essere qualcuno che vince. I dati sono chiarissimi: su 29 vittorie, il Pd aveva 24 candidati; a Milano, su 28 consiglieri del centrosinistra il Pd ne ha 24. Non solo il nostro partito non ha pagato una presunta opzione radicale, ma elettoralmente ha spesso compensato i problemi degli alleati. Oggi siamo la forza centrale nella costruzione di un'alternativa. E cresciamo mettendoci al servizio di un centrosinistra che si apre a tutte quelle forze e a quelle opinioni che pensano di andare oltre Berlusconi su un terreno saldamente costituzionale. Gli elettorati di sinistra e centristi si sono già ampiamente mescolati nei ballottaggi».
Questo significa che continuate a cercare l`accordo con il terzo polo? Oppure la sinistra può fare da sé?
«La barca della politica deve avere più pescaggio. Magari viaggerebbe più lenta; ma è bene avere più pescaggio. C`è un`esigenza di ricostruzione. Il Paese ha davanti problemi seri; è tempo di affrontarli. Una democrazia che assuma un carattere costituzionale, una politica economica che prenda atto della realtà, la necessità di uscire dalla malattia del berlusconismo, sono obiettivi che ormai accomunano gli strati di opinione che si definiscono di centrosinistra con altri di centro o anche di centrodestra non berlusconiano».
Quindi avanti verso un`intesa più ampia possibile?
«Vedremo se la congiunzione avverrà tra elettori, o tra forze politiche. Il Pd intende ribadire questa prospettiva: un centrosinistra che non rifaccia l`Unione ma si vincoli a riforme visibili ed esigibili, proposte a tutte le forze politiche, cittadine, sociali che vogliono guardare oltre Berlusconi. Non esiste la possibilità di alzare steccati verso chi ha mostrato di voler discutere con noi. In nome di un'esigenza costituente, il centrosinistra non metta barriere e si rivolga in modo ampio. Tocca alle forze politiche prendersi responsabilità

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LA DIREZIONE DEL PD CONFERMA LA LINEA E LANCIA L’OFFENSIVA SU REFERENDUM,

PROGETTO PER L’ALTERNATIVA, CONSOLIDAMENTO DEL PD.
BERSANI: PUNTIAMO A ESSERE IL PRIMO PARTITO DEL PAESE.
La direzione nazionale del Partito democratico ha approvato ieri pomeriggio all’unanimità la relazione con la quale il segretario Pier Luigi Bersani ha aperto i lavori. Confermata la linea strategica scelta dal partito, il Pd ha deciso di lanciare l’offensiva per aprire una nuova fase politica, investendo i buoni risultati del voto amministrativo su tre temi: la battaglia per i referendum, il progetto (programma e alleanze) per l’alternativa, il consolidamento del partito. Ecco la sintesi dell’intervento con il quale Bersani ha aperto i lavori.
a. La scelta di mettere il Pd al servizio di una riscossa civica e dei candidati del centrosinistra è stata giusta. I risultati del voto amministrativo sono eccellenti, migliori addirittura di quelli raggiunti nel 2006 e dimostrano che la proposta del Partito democratico ha incontrato e rappresentato le esigenze degli italiani: l’idea di una fase ricostruttiva, di un nuovo patto sociale e di un nuovo patto democratico per la ricostruzione costituzionale ne esce rafforzata.
b. Il governo nazionale ne è uscito sconfitto perché non ha risposto ai problemi degli italiani.
La Lega è uscita sconfitta quanto il Pdl perché ha voluto tenere il piede in due staffe,riproponendo al Nord le sue parole d’ordine e mettendosi a Roma al servizio di Berlusconi e dei suoi problemi. Ma sconfitto è stato anche l’atteggiamento del terzismo interessato a propagandare la possibilità di un declino del Pd insieme a quello del berlusconismo.
c. La maggioranza di governo non è più la stessa, come ha segnalato il presidente Napolitano.
Il governo è paralizzato e non ha più il consenso della maggioranza degli italiani. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si presenti dunque dimissionario e si rimetta al Quirinale. La strada maestra sono le elezioni. Il Pd, comunque, è sempre pronto a condividere, se ve ne fosse la possibilità, un breve passaggio per riformare la legge elettorale.
d. Adesso il Pd deve investire il risultato ottenuto. Tre sono i capitoli sui quali concentrarsi:
referendum; programma e lavoro per l’alternativa; consolidamento del Pd.
e. Referendum: Il quorum è arduo da raggiungere, ma non impossibile. Noi dobbiamo fare la nostra parte e il nostro dovere. Senza buttare tutto in politica: per il Pd sono importanti i quesiti dei referendum. Nucleare: siamo stati e siamo contrari al piano del governo. Il nostro sì è forte. Ma accanto alla battaglia per il sì siamo pronti a mettere in campo anche le nostre proposte per un nuovo ed efficiente piano energetico nazionale. Acqua: che il referendum costringa tutti a una scelta netta tra sì e no, a una semplificazione forzata, è la scoperta dell’acqua calda. Ma bisogna essere seri. Uno come Ronchi che non conosce la differenza tra liberalizzazioni e privatizzazioni forzate non si capisce nemmeno come abbia fatto ad avere la patente da ministro. Su governance e investimenti voglio essere chiaro: io non ho cambiato idea. C’è un disegno di legge scritto e presentato in Parlamento dal Partito democratico. Ben prima del referendum abbiamo indicato come dovrebbe essere l’assetto normativo. E questo progetto previsto per tempo è appunto il modo per colmare la lacuna normativa che verrebbe lasciata dalla vittoria del sì. Legittimo impedimento: per la prima volta i cittadini saranno chiamati a dire direttamente se la legge deve essere uguale per tutti, come prevede la Costituzione. Per noi è un passaggio decisivo.
f. Programma e alternativa. Dobbiamo far fare un passo in avanti al progetto per l’Italia.
Puntiamo a fare una sintesi del nostro percorso programmatico per l’autunno, basato come previsto su due pilastri: patto democratico e nuovo patto sociale e dei saperi. Il confronto con le altre forze sociali e politiche deve essere stringente e non avere un carattere politicista o di vertice: un confronto stringente su un nucleo di riforme esigibili con tutte le forze dell’opposizione. Il paese non ha bisogno di carovane, ma di una rotta e di una compagine che lo guidi. Nessuna chiusura. Le forze di centrosinistra devono mantenere il loro appello più largo possibile.
g. In questo contesto rientra anche il tema della prossima manovra sui conti pubblici, una manovra da 40 miliardi di euro, se non da 50 o 60. Ciò che il governo di centrodestra ha concordato con l’Europa, pur di non fare riforme, ci mette di fronte a una situazione irrealistica.
h. La scelta di Mario Draghi come prossimo presidente della Banca centrale europea dimostra che l’Italia ha le qualità per rispondere alla sfida della crisi. Purché abbia il coraggio di affrontarla.
i. Noi pensiamo che occorra proporre uno scambio: un robusto pacchetto di riforme strutturali, una politica economica anche di dimensione europea e in cambio un approccio più realistico al governo dei conti. Senza una riforma e con una politica di durissimi e semplici tagli si rischia solo di far finire l’Italia in recessione.
j. Da affrontare in questo ambito anche il tema dei costi della politica. Il Pd intende battersi contro la ventata di antipolitica che spira nel paese. Ma punta anche ad affrontare questo tema vero con una politica di rigore e di trasparenza. Ricordo le nostre proposte sul taglio del numero dei parlamentari e la preparazione di iniziative concrete: il Pd vuole allinearsi alla media europea e, per esempio, superare istituti che altri paesi non prevedono, come i vitalizi.
k. Il Pd rilancia anche un’immediata iniziativa sui temi del partito con un percorso aperto, che prevede una riunione della direzione nazionale entro fine mese, una conferenza nazionale sul partito e la partecipazione più ampia: circoli, feste, assemblee. Un’iniziativa che ci aiuti a migliorare. Il ragionamento che facciamo parte dalla ricostruzione civica dall’esigenza di tornare a una democrazia non plebiscitaria. Da qui deriva la riflessione sul ruolo dei partiti (certamente da rinnovare) e dunque anche sul nostro partito. Più federale e più nazionale. Con una riformulazione del ruolo di iscritti ed elettori. Mettendo in sicurezza le primarie che sono per noi preziosissime. L’esigibilità dei codici etici.
l. Il percorso sul partito riguarda anche il Mezzogiorno. Ci sono anche luci. Ma abbiamo colto segni di frantumazione, disgregazione e disaffezione nei rapporti tra società e politica. Un problema che incrocia anche il Pd. Dobbiamo sperimentare un meccanismo ordinato per il rinnovamento della classe dirigente, garantendo anche l’autonomia del partito dagli eletti.
m. Infine, queste lezioni ci dicono che il Pd è una forza in campo, non una ipotesi da verificare.
Noi siamo il soggetto politico riformista, quello che abbiamo voluto. Noi vogliamo essere il primo partito italiano, il soggetto primario per l’alternativa riformista.
Fonte Ufficio dei Circoli PD

mercoledì 1 giugno 2011

DELEGATI UFFICIALI PER GITE GUIDATE AL PARCO DEGLI AIRONI?

Leggendo il post Pubblico e privato nell'ottica dei leghisti gerenzanesi, pubblicato su Politica a Gerenzano, viene spontaneo chiedersi quali requisiti debbano avere i delegati "ufficiali" dell'Assessore...

PRODI E BERSANI FESTEGGIANO LA VITTORIA ALLE AMMINISTRATIVE

CRISTIANO BORGHI DIMETTITI! - ARTICOLO IN PIAZZA

Nel mese di maggio del 2009 i cittadini di Gerenzano hanno ricevuto un nuovo numero del periodico comunale "Filodiretto con i cittadini". Un giornale pagato da tutti i gerenzanesi ma sul quale le opposizioni all'amministrazione leghista non hanno alcuno spazio e che la Lega Nord di Gerenzano usa da sempre come strumento della propria propaganda politica.

Ma quel numero conteneva qualcosa di sorprendente anche per i bassi standard di democrazia della Gerenzano leghista. Un articolo firmato dall'Assessore allo sport con delega alla sicurezza Cristiano Borghi, dal titolo perentorio: "Noi abbiamo chiuso le porte... ma molti gerenzanesi le hanno riaperte". Nell'articolo Borghi evidenziava, vantandosene, che l'amministrazione comunale leghista non aveva mai costruito case popolari a Gerenzano per evitare che venissero assegnate a cittadini extracomunitari, né aveva mai concesso l'autorizzazione per costruire moschee, né mai "favorito gli extracomunitari sotto il profilo dei contributi o dei sussidi economici". Insomma, un concentrato della più becera xenofobia leghista, al quale seguiva un lapidario appello ai gerenzanesi: "Noi abbiamo fatto e continueremo a fare il nostro dovere… ma i gerenzanesi faranno il loro? Non rendete vani i nostri sforzi: chi ama Gerenzano non vende e non affitta agli extracomunitari… Altrimenti avremo il paese invaso da stranieri e avremo sempre più paura ad uscire di casa!".

Le dichiarazioni di Borghi portano rapidamente Gerenzano alla ribalta con articoli di giornali, servizi dei Tg e varie prese di posizioni politiche di condanna come quelle espresse dal PD e dalla Lista Civica Insieme per Gerenzano. Nasce anche un comitato di cittadini chiamato Gerenzano Accoglie per protestare contro l'inciviltà della giunta leghista.

L'assessore Borghi avrebbe potuto fare dietrofront e scusarsi pubblicamente nel corso del consiglio comunale convocato su richiesta di Insieme per Gerenzano nell'estate 2009. Ma in quella sede, di fronte alla richiesta di dimissioni rivolta all'assessore dai consiglieri di IpG, non solo Borghi non si dimise ma venne difeso e giustificato dal sindaco Silvano Garbelli, da tutta la giunta e dal gruppo consigliare della Lega Nord.

Infine, due ONG, Farsi Prossimo e Avvocati per Niente promossero un ricorso di fronte al Tribunale di Milano per far dichiarare la natura discriminatoria delle dichiarazioni di Cristiano Borghi.

Dopo un lungo iter processuale nel maggio 2011, il Tribunale di Milano ha emesso un'ordinanza con la quale stabilisce che "l'invito a non affittare agli stranieri opera quale istigazione, rivolta ai soggetti di nazionalità italiana, finalizzata a introdurre un fattore distorsivo con funzione discriminatoria nei rapporti giuridici instaurandi con cittadini extracomunitari" e ha ordinato al Comune di Gerenzano di rimuovere dal proprio sito Internet le dichiarazioni di Cristiano Borghi.

Il Circolo di Gerenzano del Partito Democratico ha, quindi, chiesto le immediate dimissioni dell'assessore Borghi, le sue scuse alla cittadinanza e agli extracomunitari che vivono a Gerenzano e l'impegno a pagare di tasca propria le spese legali.

L'anno prossimo a Gerenzano si voterà e Cristiano Borghi potrebbe anche essere il candidato della Lega Nord. Il PD deve impegnarsi sin d'ora a promuovere un'alternativa politica alla Lega per dare a Gerenzano nuovi amministratori che affrontino i veri problemi di Gerenzano invece di lasciarsi andare ad affermazioni farneticanti.

Mssimiliano Cavallo

Partito Democratico - Circolo di Gerenzano

giovedì 12 maggio 2011

A BALLARO' BERSANI STRAPPA IL CONTRATTO FIRMATO DA BERLUSCONI DA VESPA



“E' un imbroglione, un imbonitore". Pier Luigi Bersani ha respinto così l'accusa di Silvio Berlusconi alla sinistra di voler introdurre la patrimoniale. "Non ho intenzione di mettermi a discutere con falsità di questo genere", ha aggiunto il segretario del Pd a Ballarò. "Credo che queste favole non funzionino più. Noi non siamo per le tasse, siamo per la fedeltà fiscale", ha spiegato il leader democratico. "Se pagano tutti si paga meno. Noi non abbiamo mai fatto un condono. Siamo per alleggerire il carico sul lavoro e sulle famiglie numerose e spostarlo sulle rendite finanziarie".“Al contrario è stato il premier ad alzare le tasse”, ha puntualizzato Bersani. "Abbiamo festeggiato i dieci anni del contratto con gli italiani, doveva mantenere le promesse in 5 anni, ne sono passati 10 e lui ha governato per 8. Cosa è successo?”

E ha strappato una copia del contratto.
“Quanto a pressione fiscale - ha chiarito il segretario - abbiamo avuto quella più alta del decennio, il record di pressione fiscale. E' chiaro che è diventata intollerabile. Berlusconi ha messo lui la patrimoniale, nel federalismo, con l'Imu".“Non è vero che il governo non ha preso soldi dalle tasche degli italiani”. Bersani ha quindi ricordato l'aumento delle tasse sulla benzina. "Dalle tasche degli italiani verso Tremonti va 1 miliardo e due senza dir niente. Hanno detto che era per la cultura, ma alla cultura gli hanno dato 180 milioni di euro dopo averne tagliati 350", ha spiegato. "Voi prendete fraudolentemente i soldi dalle tasche degli italiani mentre predicate che non prendete niente", ha insistito rivolto al ministro Maurizio Sacconi.Pier Luigi Bersani ha poi fatto una previsione ben circostanziata sull’economia italiana. "Se guardiamo onestamente le cose, vediamo- e sono dati del ministero del Tesoro- fino al 2014 una tendenza per cui non ci sarà un abbassamento delle tasse, calerà il reddito dei dipendenti, non ci sarà nessuna inversione significativa e sarà necessaria una manovra da 40-50 miliardi di euro. Anzi, guardando i conti ce ne vorranno due o tre". Parlando poi delle imminenti elezioni amministrative, Bersani ha ritenuto inappropriate le ironie di Tremonti sul cognome di origine partenopea del candidato del Pd a Bologna, Virgionio Merola. ''E' stato indecoroso l'intervento del ministro del Tesoro a Bologna, dico che i nostri sindaci quelli che vinceranno, indipendentemente da come si chiamano, governeranno per tutti''. ''Tremonti che ora fa l'Europeo - ha aggiunto il leader del Pd, stigmatizzando un passaggio del ministro contro gli immigrati - sappia che quel populismo lì sta crescendo e in Finlandia hanno preso il 19%. Ebbene per quei finlandesi li' Tremonti è un terrone, bisogna che se ne renda conto, perchè messa così c'è sempre uno più a nord di te e che chiude la porta più duramente di te.Bersani poi è stato molto critico sull’atteggiamento propagandistico di Tremonti e del premier, che accusano gli ex alleati di avergli impedito di portare avanti le riforme. "Hanno governato assieme otto anni su dieci ed è sempre colpa di qualcun altro", ha ricordato, "quanti anni volete governare perchè sia colpa vostra? Quanti, 30?”''Da 15 anni, da quando c'è Berlusconi, mangiamo tutti i giorni pane e giustizia e la giustizia non funziona, non cambiano niente perchè lui ha interesse a non cambiare niente per continuare la guerra con i magistrati'', ha poi affermato Pier Luigi Bersani a margine della trasmissione. ''La colpa è sempre degli altri, dei comunisti, dei magistrati'', ha sottolineato ancora il leader del Pd. ''Stanno correndo le loro cavalline... fanno il gioco delle parti.. ma poi voteranno la Moratti''.Bersani ha criticato la poca incisività delle politiche del governo contro la crisi, sempre negata dal premier Silvio Berlusconi. “Il decreto sviluppo- ha detto il segretario del Pd al termine della puntata di Ballarò - per gli imprenditori che sono persone concrete, ha l'effetto di una aspirina che certo non fa male, ma di fatto è la quindicesima frustata che prende l'eco da due anni, ma l'economia non se ne è accorta. Ci vuol altro, nessuno fa miracoli o ha la bacchetta magica, ma ci vuol altro". “Intanto - ha premesso- bisogna ammettere la realtà. Se i problemi li neghi non ti metti nella condizione di affrontarli", ha ammonito, "Tutto deve avvenire a sua maggiore gloria e dunque tutti i cieli devono essere azzurri. Non ho mai sentito Berlusconi dire 'c'è un problema e l'affrontiamo e chi ha di più deve dare di più’. Invece si va avanti solo a spot ". Bersani ha evidenziato le promesse mancate del governo anche sulle opere pubbliche previste da Silvio Berlusconi 10 anni fà. "Sulla lavagna di Vespa, Berlusconi aveva scritto 18 opere pubbliche, dopo 10 anni ne sono partite tre. Dunque, non s'è fatto un tubo", ha aggiunto. "Al contrario, penso che sia urgente che noi e voi ci mettiamo davanti un problema o due: lavoro, giovani e lavoro", ha poi detto rivolto al ministro Maurizio Sacconi. “Dobbiamo trovare il modo di mettere un pò più di crescita e dare un pò più di lavoro se no ci avviteremo e caleranno anche le entrate, molte piccole aziende non riusciranno a pagare le tasse. ".“Dobbiamo dare un minimo di gas a questa economia. Mettiamoci a discutere”, ha concluso Bersani.