Cosa troverai nel nostro BLOG

Articoli di attualità politica e non solo a carattere nazionale e locale

mercoledì 23 febbraio 2011

"SVASTICA VERDE" UN LIBRO CHE MOLTI DOVREBBERO LEGGERE (ANCHE A SINISTRA)

E' uscito da alcune settimane in libreria il saggio "Svastica Verde - il lato oscuro del và pensiero leghista" di Walter Peruzzi e Gianluca Paciucci, pubblicato da Editori Riuniti.

Il libro è un impressionante raccolta di dichiarazioni pubbliche, documenti politici, proposte di legge e ordinanze di sindaci tutti targati Lega Nord. Ne emerge il quadro inquietante di un partito politico dichiaratamente eversivo (il suo statuto afferma che lo scopo della Lega Nord è l'indipendenza della cosiddetta Padania, come stato sovrano riconosciuto a livello internazionale), xenofobo, razzista e omofobo, ma anche pieno di affaristi senza scrupoli e di cacciatori di poltrone tanto spregiudicati da far apparire, al confronto, Clemente Mastella un dilettante.

Il pregio maggiore di questo libro è che a parlare sono i leghisti. E' dalla loro viva voce e da documenti approvati in pubblici congressi che emerge, con luminosa evidenza, qual è lo scopo finale della Lega Nord: distruggere la Repubblica Italiana e fondare, nelle regioni del Nord Italia uno stato totalitario e razzista.

E così possiamo rileggere, l'una dietro l'altra, le deliranti dichiarazioni di Bossi che invita a usare il Tricolore come carta igenica, parla in più occasioni di usare le armi contro Roma e contro il Sud o dei suoi sodali che predicano la settentrionalizzazione della scuola attraverso esami di dialetto, o prevedono che per fare il vigile urbano in Veneto sia obbligatorio conoscere il vernacolo. Fino alle spregevoli dichiarazioni razziste di esponenti di primo piano di questo movimento: "L'immigrato non è mio fratello, ha un colore della pelle diverso. Peccato che il forno crematorio del cimitero di S. Bona per loro non sia ancora pronto" (Piergiorgio Stiffoni), "Un paese civile non può fare votare dei bingo bongo che fino a qualche anno fa stavano ancora sugli alberi" (Roberto Calderoli), "Pensate se ai nostri nonni avessero raccontato che noi ci facciamo togliere i canti natalizi da una banda di cornuti islamici di merda" (Mario Borghezio), "Non voglio Casbe nel mio territorio. Non permetterò a nessuno di annacquare la razza Piave" (Giancarlo Gentilini).

Di particolare interesse la postfazione di Annamaria Rivera, docente di Etnologia e di Antropologia Sociale all'Università di Bari, che evidenzia le macroscopiche similitudini tra l'ideologia della Lega e il nazismo. La Rivera cita gli scritti di Federico Prati e Silvano Lorenzoni, i cui interventi sono spesso ospitati sul sito www.giovanipadani.leganor.org o, nel caso di Prati, anche sul quotidiano "La Padania". Si tratta di due militanti politici di estrema destra che non fanno alcun mistero delle loro idee nazionalsocialiste. Prati in un delirante scritto che sembra un riassunto del "Mein Kampf" di Adolf Hitler si definisce etnonazionalista, predica l'esistenza di razze umane diverse e rispolvera la teoria nazista dl "pensiero volkisch", secondo cui i gruppi umani si caratterizzerebbero per un particolare legame di sangue e suolo che li renderebbe geneticamente diversi gli uni dagli altri.

Per chi predica teorie di questo genere in Germania e Austria è prevista la prigione. Da noi, invece, dichiarati razzisti siedono in Parlamento e nel governo.

Gli autori evidenziano, giustamente, il grave errore di sottovalutazione del fenomeno leghista commesso da molti esponenti di sinistra che, ancor oggi, si ostinano a vedere in queste manifestazioni di odio etnico solo del folklore senza importanza oppure sottolineano la natura popolare, radicata sul territorio e interclassista della Lega, che ne farebbe qualcosa di diverso dai movimenti xenofobi di estrema destra. Annamaria Rivera fa notare come queste caratteristiche fossero ampiamente presenti anche nel nazismo tedesco e non siano affatto garanzia di democraticità o moderazione della Lega.

E' nostra ferma convinzione, come circolo PD di Gerenzano, che la Lega Nord debba essere combattuta e ostacolata nei suoi disegni eversivi sempre e comunque e che nei confronti di questo partito non siano accettabili compromessi o ammiccamenti di sorta.

Massimiliano Cavallo

3 commenti:

  1. Ho apprezzato la vostra recensione al mio libro anche perché non è frequente che esponenti del PD riconoscano il carattere "razzista" della Lega. In un dibattito a telelombardia channel, per esempio, il capogruppo del PD in regione, Carlo Monguzzi, ha polemizzato con me quasi più dei leghisti dicendo che è inconcepibile accusare di ideologia nazista un partito "popolare" come la Lega. Credo che sarebbe importante si aprisse un dibattito serio, fra le forze democratiche che lo hanno sempre sottovalutato, sul grave pericolo della Lega.
    Cordiali saluti
    Walter Peruzzi (wa.peruzzi2@gmail.com)

    RispondiElimina
  2. Sarà che noi vivamo in una piccola realtà, dove tutto è amplificato, di conseguenza avvertiamo maggiormente alcuni comportamenti...Poi si sa il Pd ogni tanto ama flirtare con le camicie verdi...
    Claudia Scrufari

    RispondiElimina
  3. La minaccia rappresentata dalla Lega è visibile a chiunque non voglia nascondere la testa sotto la sabbia. La Lega non fa mistero dei suoi obiettivi. La natura nazista della Lega è evidente almeno dai tempi della manifestazione secessionista sul Po. Per chi vive e fa politica nella provincia di Varese, culla della Lega, è sempre più forte la sensazione di sentirsi straniero a casa propria. Speriamo che libri come il suo aiutino i cittadini a rendersi conto del pericolo che la Lega rappresenta, prima che il Nord Italia si trasformi in una nuova Bosnia.

    RispondiElimina