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Articoli di attualità politica e non solo a carattere nazionale e locale

martedì 27 settembre 2011

venerdì 19 agosto 2011

PAGHI CHI NON PAGA MAI

Le decisioni prese dal Consiglio dei ministri sono inadeguate e poco credibili rispetto alla sfida che il paese ha di fronte anche sul piano internazionale e fortemente inique sul piano sociale e fiscale.Gli esempi più eclatanti riguardano in particolare l’anticipo della delega sull’assistenza, che facilmente si tradurrà in un drastico taglio degli sgravi fiscali, scaricando sulle famiglie una parte rilevante dell’intera operazione di riduzione del disavanzo pubblico, colpendo in modo particolare i nuclei meno abbienti. La mancata precisazione degli interventi dà inoltre all’anticipazione di questa delega un carattere generico e di incertezza che non corrisponde all’esigenza di credibilità della manovra. L’intervento sugli enti locali è ancora insufficiente sul piano del riordino istituzionale, ma fortemente incisivo sul livello dei servizi, livello che invece va mantenuto e in alcuni casi irrobustito. Il contributo di solidarietà incide sui ceti popolari e sui ceti medi che pagano le tasse. In sostanza paga chi già paga. L’intervento sul Tfr dei dipendenti pubblici non porta efficienza, ma rappresenta un peso sui ceti medi e bassi. Gli interventi sulle relazioni industriali e sui rapporti di lavoro rappresentano una notevole intromissione nei rapporti e nell’autonomia delle parti sociali. Molte di queste misure dovranno essere abolite o fortemente alleggerite.In sostanza, la manovra del governo scarica il costo del rientro dal deficit pubblico sui ceti popolari e sugli onesti che pagano le tasse. E’ inoltre un intervento destinato a deprimere l’economia invece di rilanciarla e non prevede nulla di significativo per la crescita. Il Partito Democratico ritiene dunque che debbano essere adottate soluzioni più efficienti e più eque, che facciano pagare non chi paga già, ma chi non paga mai, che portino allo stesso risultato sul piano dei saldi di bilancio, ma che siano anche in grado di fornire un sostegno selettivo alla crescita.Il Pd non si sottrae dunque alla sfida che il paese ha di fronte e mette a disposizione il proprio contro piano, un progetto responsabile e alternativo per il bene del paese. Per l’abolizione o il forte alleggerimento delle inique misure del governo noi dunque proponiamo: 1. Per affrontare l’emergenza si prevede un prelievo straordinario una tantum sull’ammontare dei capitali esportati illegalmente e scudati, in modo da perequare il prelievo su questi cespiti alla armonizzazione della tassazione sulle rendite finanziarie al 20 per cento e di adeguare l’intervento italiano alle medie delle analoghe misure prese nei principali paesi industrializzati. Gran parte di questi 15 miliardi dovrà essere utilizzata per i pagamenti della Pubblica Amministrazione nei confronti delle piccole e medie imprese e per alleggerire il patto di stabilità interno così da consentire immediati investimenti da parte dei comuni. 2. Un pacchetto di misure efficaci e non solo di facciata contro l’evasione fiscale, tali da produrre effetti immediati, consistenti e concreti. Si propongono dunque alcuni interventi, tra i quali figurano le misure anti-evasione che in parte riprendono quelle dolosamente abolite dal governo Berlusconi: a) tracciabilità dei pagamenti superiori a 1.000 euro (pensare a somme più elevate significa lasciare di fatto tutto come è oggi) ai fini del riciclaggio e soglie più basse, a partire dai 300 euro, per l’obbligo del pagamento elettronico per prestazioni e servizi;b) obbligo di tenere l’elenco clienti-fornitori, il vero strumento di trasparenza efficiente; c) descrizione del patrimonio nella dichiarazione del reddito annuo con previsione di severe sanzioni in caso di inadempimento. 3. Introduzione di una imposta ordinaria sui valori immobiliari di mercato, fortemente progressiva, con larghe esenzioni e che inglobi l’attuale imposta comunale unica sugli immobili, in modo di ricollocare l’Italia nella media e nella tradizione di tutti i maggiori paesi avanzati del mondo.4. Un piano quinquennale di dismissioni di immobili pubblici in partenariato con gli enti locali (obiettivo minimo 25 miliardi di euro). 5. Liberalizzazioni. Il Pd propone di realizzare immediatamente almeno una parte delle proposte di liberalizzazione che il partito ha già preparato e presentato: ordini professionali, farmaci, filiera petrolifera, RC auto, portabilità dei conti correnti, dei mutui e dei servizi bancari, separazione Snam rete gas, servizi pubblici locali. Il Pd è contro la privatizzazione forzata, ma non contro le gare e la liberalizzazione dei servizi pubblici locali. Tutto questo si può fare immediatamente senza bisogno di riforme costituzionali.6. Politiche industriali per la crescita. Il Pd propone di adottare subito misure concrete per alleggerire gli oneri sociali e un pacchetto di progetti per l’efficienza energetica, la tecnologia italiana e la ricerca, con particolare riferimento alle risorse potenziali e sollecitabili del Mezzogiorno. Sarebbe un errore imperdonabile intervenire sul controllo dei conti pubblici senza mettere in campo, sia pure limitatamente alle risorse disponibili, un pacchetto di stimoli alla crescita e per l’occupazione. In questo contesto rientra anche l’implementazione dei più recenti accordi tra le parti sociali senza intromissioni che ledano la loro autonomia. 7. Pubblica amministrazione, istituzioni e costi della politica. In Italia la riduzione della spesa deve riguardare non tanto sulla spesa sociale, ma l’area della Pubblica Amministrazione, le istituzioni politiche e i settori collegati. A Cominciare dal Parlamento: il primo passo è il dimezzamento del numero dei parlamentari. Il Pd ha presentato da tre anni proposte specifiche su questo punto. Su sollecitazione dei gruppi parlamentari del Pd la discussione su questi progetti è stata calendarizzata in Parlamento per settembre. Si agisca immediatamente. Da lì in giù, bisogna intervenire su Regioni, Province, Comuni con lo snellimento degli organi, l’accorpamento dei piccoli comuni, il dimezzamento o più delle province secondo l’emendamento presentato dal Pd e dall’Udc alla manovra di luglio o, in alternativa, riconducendole ad organi di secondo livello, accorpamento degli uffici periferici dello Stato, dimezzamento delle società pubbliche, centralizzazione e controllo stretto per l’acquisto di beni e servizi nella pubblica amministrazione. In più: la ripresa di un vero lavoro di spending review, interrotto dal governo Berlusconi, dal punto di vista di una politica industriale per la pubblica amministrazione. Il Pd ha proposte specifiche su ciascuno di questi punti. In particolare sui costi della politica il riferimento è il programma contenuto nell’ordine del giorno presentato due settimane or sono in Parlamento. La manovra economica che il paese si appresta ad applicare rappresenta un passaggio necessario, ma molto severo. Il Pd eserciterà tutta la propria responsabilità di partito nazionale e alternativo. Ma oggi non si può tacere che se il paese si trova più esposto di altri sul fronte della crisi questo si deve alla responsabilità politica del governo e della sua maggioranza. L’Italia è un grande paese. Ha risorse e capacità. Tre anni fa il debito pubblico era al 104 per cento del Pil, la spesa pubblica era meno forte, le banche non avevano investito somme ingenti nei derivati e nei prodotti finanziari più fragili. Sarebbe bastato non bruciare inutilmente le risorse disponibili, riconoscere la crisi ed avviare un pacchetto di interventi per sostenere la crescita. Per tre anni, pur di fronte agli avvertimenti, all’allarme e alle proposte dell’opposizione, il governo ha negato la crisi e non ha fatto irresponsabilmente nulla.Il Partito Democratico, responsabile e alternativo, si carica oggi di questa sfida e si propone per offrire al paese un’alternativa credibile, più efficiente, più giusta, in modo che l’Italia possa voltare pagina e riprendere il suo cammino di crescita.“Sulla base di questi primi ed altri elementi di proposta” dichiara il segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani “dal 20 agosto in poi, una volta esaminato il testo presentato dal Consiglio dei ministri, ci rivolgeremo alle forze sociali e alle opposizioni per aprire un confronto volto a perfezionare una più compiuta proposta alternativa agli interventi del governo, a presentare gli emendamenti in Parlamento ed a sollecitare il sostegno dell’opinione pubblica per il cambiamento di una manovra depressiva, poco credibile e ingiusta”.
http://www.bersanisegretario.it/dettaglio/112922/la_manovra_alternativa_del_pd?utm_source=MailingList&utm_medium=email&utm_campaign=Copy+of+20110813+-+Bersani+-+I+7+punti+della+manovra+del+PD

giovedì 7 luglio 2011

IV FESTA DEMOCRATICA LOMBARDA A VARESE

Varese, Parco della Schiranna (via Vigevano 26) 8-18 luglio

Programma dei dibattiti

Venerdì 8 LUGLIO ore 20 - APERTURA DELLA FESTA Brindisi inaugurale con i parlamentari Daniele MARANTELLI e Paolo ROSSI, con Maurizio MARTINA, segretario regionale del Partito Democratico lombardo e Fabrizio TARICCO, segretario del Pd di Varese

ore 21 - ORA TOCCA AL PD Enrico LETTA, Vicesegretario nazionale del Pd. Intervistato da Alessandro Casarin - Condirettore Tg Rai regionali

Sabato 9 LUGLIO ore 21 - DOPO LA CRISI: LAVORO E IMPRESA IN LOMBARDIA Gigi PETTENI, Segretario CISL Lombadia, Nino BASEOTTO, Segretario CGIL Lombardia, Fausto CACCIATORI, Pres. CNA Lombardia, Giorgio MERLETTI, Pres. Confartigianato Lombardia. Introduce Stefano Tosi, coordina Laura Specchio

Domenica 10 LUGLIO ore 21 - ARIA NUOVA IN LOMBARDIA Stefano BOERI, Assessore del Comune Milano, Daniele BOSONE, Presidente Provincia di Pavia, Edoardo GUENZANI, Sindaco di Gallarate, Luisa OPRANDI, candidata Sindaco di Varese. Intervistati da Danilo De Biasio, Direttore di Radio Popolare, introduce Emanuele Fiano

Lunedì 11 LUGLIO ore 21 - VENTO NUOVO, VELE NUOVE Confronto con Filippo PENATI,Antonio DI PIETRO e Savino PEZZOTTA. Coordina Simona Arrigoni, conduttrice di 7Gold, introduce Alessandro Alfieri

Martedì 12 LUGLIO ore 21 - UNA PRIMAVERA DI DIRITTI NEL GOVERNO LOCALE Carmela ROZZA, capogruppo Pd Comune di Milano, Martina DRAGHI, capogruppo Pd Provincia di Pavia, Giovanna MARTELLI, vicepres. Provincia di Mantova, Ettore MARTINELLI, responsabile Pd per i Diritti, Chiara CREMONESI, consigliera regionale Sel. Introduce Ilaria Cova, coordina Arianna Censi

Mercoledì 13 LUGLIO ore 21 - LA MANOVRA ECONOMICA E LE CONSEGUENZE PER GLI ENTI LOCALI. Confronto tra Vasco ERRANI, Presidente Regione Emilia-Romagna e Attilio FONTANA, Sindaco di Varese. Introduce Matteo Mauri, segreteria nazionale Pd

Giovedì 14 LUGLIO ore 21 - UNA NUOVA EUROPA PER IL FUTURO: dalla crisi economica ai nuovi scenari del Mediterraneo. Antonio PANZERI e Patrizia TOIA Europarlamentari Pd. Intervistati da Angelo Maria Perrino, affaritaliani.it

Venerdì 15 LUGLIO ore 21 - SENTI CHE BEL VENTO Intervista a Pier Luigi BERSANI Introduce Maurizio Martina, Segretario Pd Lombardia

Sabato 16 LUGLIO ore 10-13 - FORUM DEI CIRCOLI DEL PD LOMBARDO: Verso la Conferenza Nazionale del PD Introduce Roberto Rampi, con Maurizio Martina, Giovanni B. Magnoli, Massimiliano Fontana, Luca Gaffuri. Conclude Antonio Misiani

Domenica 17 luglio ore 21 - LA PADANIA NON ESISTE, LA MAFIA SÌ. Cultura della legalità e territorio. Intervista a Nando DALLA CHIESA Introduce Roberto Cornelli, Segretario Pd Milano

Lunedì 18 luglio ore 21 - PER UNA BUONA INFORMAZIONE. Il cambiamento necessario. Intervista a Paolo GENTILONI Con Vinicio Peluffo e Luigi Vimercati

Tutti giorni dalle 18.30 PDrink presso il bar della balera Alle 19.00 apertura della cucina

09 LUGLIO:UN POMERIGGIO D’ESTATE INSIEME

Le recenti elezioni amministrative hanno fatto registrare un ampio e significativo successo del centro-sinistra un po’ in tutta Italia, compresa la Lombardia e la provincia di Varese.
I referendum del 12 e 13 giugno hanno poi segnato un risultato straordinario per la partecipazione attiva dei cittadini, prima ancora che per la travolgente vittoria dei SI’ ai quattro quesiti.
I segnali di un profondo cambiamento nel quadro politico italiano diventano giorno dopo giorno sempre più evidenti, e, il Partito Democratico si candida ad essere protagonista della nuova stagione politica che si sta aprendo.
Anche i circoli del PD del saronnese vogliono dare il proprio contributo a creare le condizioni per quell’alternativa di Governo di cui il Paese ha urgente necessità.
Invitiamo perciò gli iscritti, i simpatizzanti, gli elettori del PD e, più in generale, tutti i cittadini che vogliono contribuire al cambiamento, a partecipare ad un pomeriggio di discussione e di festa: il giorno 9 luglio, a partire dalle ore 17.00, presso l’AUSER in Via Maestri del Lavoro a Saronno.
Il programma prevede un momento di confronto e scambio di opinioni, tra i rappresentanti delle amministrazioni comunali, sulle azioni amministrative che possiamo compiere insieme nel nostro territorio, dopo i risultati elettorali a Caronno e a Cislago e soprattutto quali siano le prospettive e le proposte per la gestione del servizio idrico integrato alla luce dei risultati dei referendum sull’acqua.
Seguirà un simpatico momento conviviale. Vi aspettiamo numerosi.
(in caso di maltempo la manifestazione si svolgerà ugualmente al coperto)
Partito Democratico

PROVINCE. LA POSIZIONE DEL PD.

Da L’Unità. Articolo di Davide Zoggia, responsabile enti locali della segreteria nazionale del Pd. “Non è cancellando una parola che si risolve il problema del costo della politica. Non lo si fa con le scorciatoie facili e furbe a cui in queste ore, da tante parti politiche, si vuole fare ricorso. Aboliamo le province, certamente, frase ad effetto ma che non porta da nessuna parte
se non si indica un percorso preciso su come superare l’attuale assetto. Il massimalismo verbale o nella sua variante contemporanea il riformismo pret a porter, si alimenta con simili forme di pressapochismo ad uso mediatico. Abbiamo un esempio eclatante sotto gli occhi: il federalismo, nelle sue declinazioni municipale e fiscale. Poteva essere una riforma straordinaria per efficacia ed efficienza. Quello voluto dal centrodestra è invece un guazzabuglio indigeribile che provoca danni e nessun beneficio, prodotto di un insieme di interventi disorganici che, per tale motivo ,anziché armonizzarsi in una coerente ristrutturazione dell’impianto istituzionale, producono continui cortocircuiti. E’ evidente che le province vadano riviste nel numero, nelle funzioni, nei compiti e quindi nei costi. E’ indispensabile: il paese è cambiato ma soprattutto il mondo è cambiato. Ma proprio per questo motivo tale riordino non può avvenire indipendentemente da una nuova e più snella visione dello stato, per fornire così servizi efficienti e non duplicazioni burocratiche. Non è sufficiente quindi dire che si aboliscono le province, lo si deve fare ma in modo da avere benefici e non danni. Esiste una proposta del Pd per quanto riguarda il riordino complessivo del sistema delle autonomie locali e delle regioni. In questa si colloca anche quella specifica relativa alle province. Una proposta che non entra in conflitto con l’art. 133 della Costituzione offrendo la possibilità di sviluppare un intervento coerente. Già con la riforma del titolo V il centrosinistra aveva cercato di ammodernare le istituzioni del paese, ma il percorso era stato bloccato dal centrodestra. Ora si presenta nuovamente l’occasione a patto di seguire un riassetto complessivo ed efficiente. E’ chiaro che nell’ottica di un sistema realmente federale è necessario giungere al superamento del bicameralismo perfetto con unica camera e l’istituzione di un senato federale con una diminuzione del numero dei parlamentari. Ciò significa quindi rivedere compiti e funzioni dei vari enti. Inoltre è chiaro che la revisione del ruolo e la diminuzione delle province deve andare di pari passo con l’istituzione delle città metropolitane. Sarebbe interessante sapere dalle varie tricoteuses che, in queste ore, chiedono a voce alta il taglio delle province se hanno minimamente idea di quali siano le competenze oggi dei soggetti che vogliono sopprimere. Hanno idea a chi andrebbero trasferite le competenze, anche in relazione alla dimensione dei comuni e all’impossibilità delle regioni di svolgere ulteriori compiti a fronte della legislazione vigente? E’ facile demagogia tracciare un segno sulla parola province, sarebbe una operazione identica a quella fatta da Berlusconi con le grandi opere, con i famosi cartelloni pieni di segni che, da inchiostro, non si sono mai trasformati in infrastrutture. L’effetto Berlusconi continua ad affascinare tanti politici, visto che è molto facile strizzare l’occhio a misure populiste, un po’ più difficile metterne in campo di coerenti. La nostra proposta è concreta e riorganizza il settore con veri tagli e grandi possibilità di risparmio, essa è già depositata in parlamento ed è visibile sul nostro sito internet (all’indirizzo http://beta.partitodemocratico.it/leggeprovince ). Se si vuole fare sul serio bisogna dire a chi, una volta abolite, vanno le funzioni delle province, almeno quelle essenziali e come verrà dislocato il personale che oggi vi lavora. Altrimenti, parlare di costi della politica solo per le province diventa un modo per eludere il problema, per non affrontarlo mai sul serio. E i tempi di questa nostra riforma saranno brevissimi. Il paese va riformato e riavvicinato alle esigenze dei cittadini e in questo ci stiamo impegnando. Non vi è alcun intento dilatorio, noi non vogliamo far cadere la questione tanto che rilanciamo, fin da ora, la nostra proposta”.

fonte: Ufficio dei Circoli PD

giovedì 30 giugno 2011

IL GOVERNO SOTTO DUE VOLTE

ECCO LA DICHIARAZIONE DI FRANCESCHINI

martedì 28 giugno 2011

LE PAROLE DI BOB KENNEDY ATTUALI PIU' CHE MAI



























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