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Articoli di attualità politica e non solo a carattere nazionale e locale

sabato 13 ottobre 2012

C'ERA UNA VOLTA LA LEGA

Oggi sono di lotta e di cadrega. Lo scandalo alla Regione Lombardia, il Pirellone assediato, l'ombra della 'ndrangheta: non è mai abbastanza per arrendersi

Duri e puri. Lontani dagli scandali dei palazzi romani, predicavano la secessione, l'amore incondizionato per la Padania, leggendario territorio bagnato dal fiume sacro Po. Come delle incarnazioni di William Wallace anche loro, cuori impavidi, urlavano libertà. Erano i leghisti, i verdi paladini della sicurezza incontaminata del Nord.

Oggi Lega fa rima con “cadrega”, ovvero poltrona: non certo un modello Ikea ma uno scranno rosso .

Lo scandalo nella Regione Lombardia è un esempio della conversione. Si comincia la mattina dopo l'arresto dell'assessore regionale Domenico Zambetti con le dichiarazioni del segretario lombardo Matteo Salvini che annuncia in uno stato ancora onirico di essere “orgoglioso dei nostri consiglieri e assessori perché disposti a dimettersi, dimostrando così che non siamo attaccati alle poltrone. Vorrei che fosse chiaro a tutti – aggiunge forse alzando il kilt scozzese in segno di sfida - che per noi la puzza della 'ndrangheta dentro l'istituzione Regione è insopportabile”.

Non avendo ricevuto alcun ragguaglio su come proseguire, se continuare ad accelerare o fermarsi, decide per un “Formigoni prenda atto che ha sbagliato nominando un assessore che aveva contatti con la 'ndrangheta. Per questo noi chiediamo l'azzeramento totale della giunta. Tra noi c'è forte consapevolezza che si voterà in primavera. Al voto il Carroccio si presenterà probabilmente da solo, sia alle regionali sia alle politiche”. Salvo poi mettere una mano di dietro e ricordare che “è questa la richiesta che sale dalla nostra base. Ma decideremo all'assemblea federale convocata a febbraio”. Insomma non si sa mai.

Quindi è il momento per rispondere a Roberto Saviano, che a 'Italia In Controluce' su Radio 24 accusava la Lega di avere “profonda responsabilità del dilagare della 'ndrangheta al Nord perché ha taciuto, anzi ha attaccato chiunque parlasse di legame tra economia settentrionale e criminalità organizzata!".

“Sciur Saviano – tuona Salvini - invitandoLa a sciacquarsi la bocca prima di pronunciare la parola 'Lega', La invitiamo a riparlare quando avrà ottenuto un decimo dei risultati che la Lega, con Maroni e i suoi... Sindaci, ha ottenuto nella lotta alle mafie. C'è chi chiacchiera, c'è chi fa!”

“P.s. Le ricordo – aggiunge - che la 'ndrangheta e le altre mafie non sono nate in Lombardia, in Veneto o in Piemonte, ma sono un 'gentile dono' esportato da altre terre tramite quel soggiorno obbligato contro cui la Lega combatteva quando Lei giocava ancora coi pupazzi”.

Petto in fuori e tutto gonfio, SuperSalvini ha solo dimenticato un dettaglio: se la 'ndrangheta è presente nella Regione Lombardia oggi, come la si può combattere oggi? Ci dimettiamo oggi? Oggi che si fa?

La giornata trionfale del segretario lombardo si conclude però con un epilogo inatteso. Sono bastate due chiacchiere con Maroni e Bossi. Stringiamoci la mano e arriviamo compatti fino al...
2013? 2015? Dai non mettiamo delle date ora che portano male, piuttosto accendi la Tv che sta iniziando il Tg1.

Il Polemista

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IN LOMBARDIA AL VOTO SUBITO



 Ci troveremo a Milano, lunedì 15 ottobre, alle 20.30, per un nuovo

PRESIDIO DEL CENTROSINISTRA.

Appuntamento sotto Palazzo Lombardia (lato Melchiorre Gioia) lunedì alle 20.30.

NON MANCARE!

giovedì 11 ottobre 2012

PRIMARIE: COMITATO RENZI A GERENZANO




RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DAL NOSTRO ISCRITTO DAVIDE MARCOLIN


Io sto con Matteo Renzi
 


A Gerenzano vorrei creare il comitato “Gerenzano con Matteo Renzi” perchè credo che le primarie siano  l'unico vero strumento che mette nelle mani dei cittadini il potere di selezionare la classe dirigente e se io dovessi scegliere una persona sceglierei Matteo Renzi.

Perchè Renzi come Leader di un nuovo PD e guida dell' Italia per i prossimi 5 anni ?
Perchè come tutti sappiamo Matteo Renzi è il sindaco di Firenze e prima di fare il sindaco è stato presidente della provincia di Firenze.
Renzi è stato ed è un amministratore locale ed è quindi una persona che sa cosa vuol dire amministrare una città, che conosce il territorio, che sa cosa vuol dire stare a stretto contatto con i problemi di ogni giorno e parlare con le persone che gli chiedono una mano o un aiuto in questo momento di trasformazione economica.

É una persona che ha deciso di iniziare la sua campagna per le primarie perchè si è sempre saputo conquistare il voto delle persone, ha saputo rompere gli schemi e andare contro corrente come quando a Firenze non era lui il candidato del PD ma con le primarie è riuscito a creare consensi sia all interno che all esterno del partito fino a diventare sindaco della città viola con il 47 per cento dei voti.
Renzi ha soprattutto dimostrato di saper amministrare bene il che lo rende, a mio parere, un buon politico.
Per tutto questo, per quello che ha fatto e farà a Firenze e che spero possa fare come nuovo leader del pd ho deciso di supportare la sua candidatura alle primarie perchè il momento giusto è ADESSO!

A Varese qualche giorno fà ho avuto il piacere di conoscerlo e di ascoltare le sue parole.
Durante il suo incontro cosi come a Verona, all apertura della sua campagna elettorale, anche a Varese ha ribadito il concetto che questa non e la sua campagna elettorale, ma è la nostra.
Appunto la nostra campagna elettorale, e appunto perchè è la nostra ci siamo, ci siamo già a Varese a Saronno a Origgio e perchè non anche a Gerenzano ?

Se anche voi pensate che Il momento giusto sia ADESSO e che Matteo Renzi sia la persona giusta contattatemi, c'è un gran lavoro da fare, c'è un comitato da fare, c'è una campagna elettorale da strutturare, c'è da farlo ADESSO


Davide Marcolin

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venerdì 21 settembre 2012

PRIMARIE: PIER LUIGI BERSANI A MILANO

Il prossimo LUNEDI’ 24 SETTEMBRE, alle ORE 21.30, in occasione della CHIUSURA DELLA FESTA DEMOCRATICA DEL PD MILANESE (Spazio M.I.L. - Carroponte di via Granelli 1 a Sesto San Giovanni)


INTERVERRA’


Pier Luigi BERSANI

Segretario nazionale del Partito Democratico



PRIMARIE: RENZI A VARESE

venerdì 14 settembre 2012

LA SFIDA PER IL PAESE

Bersani chiude la Festa Democratica nazionale a Reggio Emilia


Care Democratiche e cari Democratici,
eccoci qui. Siamo tanti qui e siamo stati tanti, tantissimi, nelle oltre duemila feste che abbiamo organizzato ovunque. Siamo un partito capace di rimboccarci le maniche. Siamo un partito popolare. Siamo un partito libero, senza padroni.

Abbiamo radici in ogni luogo del paese e vogliamo bene alle nostre comunità, ciascuno di noi alla sua. Ma tutti assieme vogliamo bene all’Italia. Le vogliamo bene e tuttavia non ci piace ancora abbastanza. Ci piacerà davvero solo quando sarà garantito il diritto di ognuno di studiare, di lavorare, di aver soccorso nel bisogno, senza discriminazioni e senza mai dover mendicare un diritto con il cappello in mano. E neppure il mondo così come è, ci piace abbastanza. Per la violenza che lo agita, per le guerre e il sangue sparso fino alle porte di casa nostra. La pace può venire solo dalla libertà. Noi siamo amici di ogni donna e di ogni uomo che nel mondo ha la forza di alzarsi in piedi e battersi per la sua libertà e per la sua dignità. Così siamo noi. E sono questi valori che ci fanno più forti delle nostre debolezze. Questi valori sono le radici, i rami e le foglie della nostra pianta. Sono la strada che abbiamo fatto e quella che abbiamo davanti. Questi valori fanno sentire nostra una storia di emancipazione, di progresso, di democrazia, lunga più di un secolo e ci consegnano il compito di essere il partito riformista del secolo nuovo.

PUOI SCARICARE QUI L'INTERVENTO INTEGRALE

NOI STIAMO CON GLI OPERAI

Siamo il partito del lavoro - Stefano Fassina - L'Unità

pubblicato il 11 settembre 2012


Fassina:Stefano Fassina

Noi saremo sempre il partito del lavoro. Siamo e saremo sempre con il lavoro che c'è in tutte le forme: con l`operaio e con l`insegnante; con il piccolo imprenditore e con il giovane professionista precario.

E siamo e siamo e saremo sempre con il lavoro che non c`è: con le ragazze e i ragazzi smarriti, senza speranza nel Mezzogiorno; con gli «esodati», persone, non un numero della Relazione Tecnica del Decreto «Salva-Italia», traditi dal lavoro, colpiti da un intervento iniquo soltanto in parte corretto. 

Ieri, a via Molise, di fronte al ministero dello Sviluppo Economico, in mezzo ai lavoratori dell`Alcoa, le tensioni sono state verso di noi perché noi c`eravamo. Perché noi ci siamo sempre stati. 

C`eravamo giovedì scorso, a Portovesme, davanti ai cancelli della multinazionale americana, unico produttore nazionale di alluminio. C`eravamo, per dare solidarietà e per ascoltare la rabbia e la fame di lavoro dei tre operai saliti su un Silos a 70 metri di altezza. 
Come c`eravamo nei mesi scorsi e ancora prima, nei viaggi della speranza a Roma, sotto Palazzo Chigi. Noi ci siamo. Con i minatori della Carbosulcis. Con gli operai dell`Ilva di Taranto. Con le 70 donne, coraggiose mamme, figlie, nonne, senza stipendio da mesi chiuse giorno e notte dentro la Icb a Legnaro, nel profondo Nord. 

Con i "piccoli" assediati nella Val di Susa, "colpevoli" di voler lavorare. Con i "collaboratori" di Almaviva, call-center romano in bilico. Con gli uomini e le donne di Eutelia, derubati del loro futuro da banditi travestiti da imprenditori. 

Gli spread della finanza accecano chi guida a Berlino, a Francoforte, a Bruxelles, quindi a Roma. Gli interessi più forti rimuovono le lezioni della storia. Andiamo in testa coda senza vedere il fossato dell`economia reale. La disperazione del lavoro diventa acuta e rianima i populismi. 

No, noi non siamo venduti, come mi è stato sputato in faccia ieri. No, non siamo tutti uguali. Noi ci siamo e ci saremo. Quando c`è il sole, purtroppo sempre più raramente. E quando c`è tempesta, come è nella livida stagione in corso. Noi siamo impegnati, con voi, a cambiare rotta. È una sfida di portata storica per rigenerare da un`Europa oggi matrigna la madre della civiltà del lavoro. 
Combattiamo, come voi, a mani nude, contro chi vuole riportare indietro la storia. Insieme, soltanto insieme, possiamo farcela. Noi siamo e saremo con gli operai.
http://www.partitodemocratico.it/doc/242939/noi-stiamo-con-gli-operai.htm