martedì 7 giugno 2011
BERSANI: GLI ELETTORI DICENTRO E DI SINISTRA SI SONO GIA' MISCHIATI
Segretario Bersani, cosa rappresenta per lei questo voto?
«Il segno di una riscossa civica, nel quadro di un problema sociale che si è fatto acuto e ha via via reso vulnerabili anche i ceti che finora si erano ritenuti al riparo dalle incertezze. È la prova che nell'incrocio tra questione democratica e questione sociale c`è l'evoluzione della crisi del Paese. Il rito personalistico e populistico si è mostrato inconcludente e menzognero di fronte ai problemi che prometteva di risolvere. Lo si vede più nettamente al Nord; cioè nel luogo più dinamico».
Bersani, è sicuro che il Pd abbia vinto? Pisapia e de Magistris non erano i vostri candidati.
«In questo tam tam c`è la velina del terzismo: un colpo al cerchio e uno alla botte, se Atene piange Sparta non ride. Siamo l`unica democrazia al mondo in cui si ragiona così. In realtà, se uno perde ci dev`essere qualcuno che vince. I dati sono chiarissimi: su 29 vittorie, il Pd aveva 24 candidati; a Milano, su 28 consiglieri del centrosinistra il Pd ne ha 24. Non solo il nostro partito non ha pagato una presunta opzione radicale, ma elettoralmente ha spesso compensato i problemi degli alleati. Oggi siamo la forza centrale nella costruzione di un'alternativa. E cresciamo mettendoci al servizio di un centrosinistra che si apre a tutte quelle forze e a quelle opinioni che pensano di andare oltre Berlusconi su un terreno saldamente costituzionale. Gli elettorati di sinistra e centristi si sono già ampiamente mescolati nei ballottaggi».
Questo significa che continuate a cercare l`accordo con il terzo polo? Oppure la sinistra può fare da sé?
«La barca della politica deve avere più pescaggio. Magari viaggerebbe più lenta; ma è bene avere più pescaggio. C`è un`esigenza di ricostruzione. Il Paese ha davanti problemi seri; è tempo di affrontarli. Una democrazia che assuma un carattere costituzionale, una politica economica che prenda atto della realtà, la necessità di uscire dalla malattia del berlusconismo, sono obiettivi che ormai accomunano gli strati di opinione che si definiscono di centrosinistra con altri di centro o anche di centrodestra non berlusconiano».
Quindi avanti verso un`intesa più ampia possibile?
«Vedremo se la congiunzione avverrà tra elettori, o tra forze politiche. Il Pd intende ribadire questa prospettiva: un centrosinistra che non rifaccia l`Unione ma si vincoli a riforme visibili ed esigibili, proposte a tutte le forze politiche, cittadine, sociali che vogliono guardare oltre Berlusconi. Non esiste la possibilità di alzare steccati verso chi ha mostrato di voler discutere con noi. In nome di un'esigenza costituente, il centrosinistra non metta barriere e si rivolga in modo ampio. Tocca alle forze politiche prendersi responsabilità
Continua a leggere qui.
LA DIREZIONE DEL PD CONFERMA LA LINEA E LANCIA L’OFFENSIVA SU REFERENDUM,
BERSANI: PUNTIAMO A ESSERE IL PRIMO PARTITO DEL PAESE.
La direzione nazionale del Partito democratico ha approvato ieri pomeriggio all’unanimità la relazione con la quale il segretario Pier Luigi Bersani ha aperto i lavori. Confermata la linea strategica scelta dal partito, il Pd ha deciso di lanciare l’offensiva per aprire una nuova fase politica, investendo i buoni risultati del voto amministrativo su tre temi: la battaglia per i referendum, il progetto (programma e alleanze) per l’alternativa, il consolidamento del partito. Ecco la sintesi dell’intervento con il quale Bersani ha aperto i lavori.
a. La scelta di mettere il Pd al servizio di una riscossa civica e dei candidati del centrosinistra è stata giusta. I risultati del voto amministrativo sono eccellenti, migliori addirittura di quelli raggiunti nel 2006 e dimostrano che la proposta del Partito democratico ha incontrato e rappresentato le esigenze degli italiani: l’idea di una fase ricostruttiva, di un nuovo patto sociale e di un nuovo patto democratico per la ricostruzione costituzionale ne esce rafforzata.
b. Il governo nazionale ne è uscito sconfitto perché non ha risposto ai problemi degli italiani.
La Lega è uscita sconfitta quanto il Pdl perché ha voluto tenere il piede in due staffe,riproponendo al Nord le sue parole d’ordine e mettendosi a Roma al servizio di Berlusconi e dei suoi problemi. Ma sconfitto è stato anche l’atteggiamento del terzismo interessato a propagandare la possibilità di un declino del Pd insieme a quello del berlusconismo.
c. La maggioranza di governo non è più la stessa, come ha segnalato il presidente Napolitano.
Il governo è paralizzato e non ha più il consenso della maggioranza degli italiani. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si presenti dunque dimissionario e si rimetta al Quirinale. La strada maestra sono le elezioni. Il Pd, comunque, è sempre pronto a condividere, se ve ne fosse la possibilità, un breve passaggio per riformare la legge elettorale.
d. Adesso il Pd deve investire il risultato ottenuto. Tre sono i capitoli sui quali concentrarsi:
referendum; programma e lavoro per l’alternativa; consolidamento del Pd.
e. Referendum: Il quorum è arduo da raggiungere, ma non impossibile. Noi dobbiamo fare la nostra parte e il nostro dovere. Senza buttare tutto in politica: per il Pd sono importanti i quesiti dei referendum. Nucleare: siamo stati e siamo contrari al piano del governo. Il nostro sì è forte. Ma accanto alla battaglia per il sì siamo pronti a mettere in campo anche le nostre proposte per un nuovo ed efficiente piano energetico nazionale. Acqua: che il referendum costringa tutti a una scelta netta tra sì e no, a una semplificazione forzata, è la scoperta dell’acqua calda. Ma bisogna essere seri. Uno come Ronchi che non conosce la differenza tra liberalizzazioni e privatizzazioni forzate non si capisce nemmeno come abbia fatto ad avere la patente da ministro. Su governance e investimenti voglio essere chiaro: io non ho cambiato idea. C’è un disegno di legge scritto e presentato in Parlamento dal Partito democratico. Ben prima del referendum abbiamo indicato come dovrebbe essere l’assetto normativo. E questo progetto previsto per tempo è appunto il modo per colmare la lacuna normativa che verrebbe lasciata dalla vittoria del sì. Legittimo impedimento: per la prima volta i cittadini saranno chiamati a dire direttamente se la legge deve essere uguale per tutti, come prevede la Costituzione. Per noi è un passaggio decisivo.
f. Programma e alternativa. Dobbiamo far fare un passo in avanti al progetto per l’Italia.
Puntiamo a fare una sintesi del nostro percorso programmatico per l’autunno, basato come previsto su due pilastri: patto democratico e nuovo patto sociale e dei saperi. Il confronto con le altre forze sociali e politiche deve essere stringente e non avere un carattere politicista o di vertice: un confronto stringente su un nucleo di riforme esigibili con tutte le forze dell’opposizione. Il paese non ha bisogno di carovane, ma di una rotta e di una compagine che lo guidi. Nessuna chiusura. Le forze di centrosinistra devono mantenere il loro appello più largo possibile.
g. In questo contesto rientra anche il tema della prossima manovra sui conti pubblici, una manovra da 40 miliardi di euro, se non da 50 o 60. Ciò che il governo di centrodestra ha concordato con l’Europa, pur di non fare riforme, ci mette di fronte a una situazione irrealistica.
h. La scelta di Mario Draghi come prossimo presidente della Banca centrale europea dimostra che l’Italia ha le qualità per rispondere alla sfida della crisi. Purché abbia il coraggio di affrontarla.
i. Noi pensiamo che occorra proporre uno scambio: un robusto pacchetto di riforme strutturali, una politica economica anche di dimensione europea e in cambio un approccio più realistico al governo dei conti. Senza una riforma e con una politica di durissimi e semplici tagli si rischia solo di far finire l’Italia in recessione.
j. Da affrontare in questo ambito anche il tema dei costi della politica. Il Pd intende battersi contro la ventata di antipolitica che spira nel paese. Ma punta anche ad affrontare questo tema vero con una politica di rigore e di trasparenza. Ricordo le nostre proposte sul taglio del numero dei parlamentari e la preparazione di iniziative concrete: il Pd vuole allinearsi alla media europea e, per esempio, superare istituti che altri paesi non prevedono, come i vitalizi.
k. Il Pd rilancia anche un’immediata iniziativa sui temi del partito con un percorso aperto, che prevede una riunione della direzione nazionale entro fine mese, una conferenza nazionale sul partito e la partecipazione più ampia: circoli, feste, assemblee. Un’iniziativa che ci aiuti a migliorare. Il ragionamento che facciamo parte dalla ricostruzione civica dall’esigenza di tornare a una democrazia non plebiscitaria. Da qui deriva la riflessione sul ruolo dei partiti (certamente da rinnovare) e dunque anche sul nostro partito. Più federale e più nazionale. Con una riformulazione del ruolo di iscritti ed elettori. Mettendo in sicurezza le primarie che sono per noi preziosissime. L’esigibilità dei codici etici.
l. Il percorso sul partito riguarda anche il Mezzogiorno. Ci sono anche luci. Ma abbiamo colto segni di frantumazione, disgregazione e disaffezione nei rapporti tra società e politica. Un problema che incrocia anche il Pd. Dobbiamo sperimentare un meccanismo ordinato per il rinnovamento della classe dirigente, garantendo anche l’autonomia del partito dagli eletti.
m. Infine, queste lezioni ci dicono che il Pd è una forza in campo, non una ipotesi da verificare.
Noi siamo il soggetto politico riformista, quello che abbiamo voluto. Noi vogliamo essere il primo partito italiano, il soggetto primario per l’alternativa riformista.
Fonte Ufficio dei Circoli PD
mercoledì 1 giugno 2011
DELEGATI UFFICIALI PER GITE GUIDATE AL PARCO DEGLI AIRONI?
CRISTIANO BORGHI DIMETTITI! - ARTICOLO IN PIAZZA
Ma quel numero conteneva qualcosa di sorprendente anche per i bassi standard di democrazia della Gerenzano leghista. Un articolo firmato dall'Assessore allo sport con delega alla sicurezza Cristiano Borghi, dal titolo perentorio: "Noi abbiamo chiuso le porte... ma molti gerenzanesi le hanno riaperte". Nell'articolo Borghi evidenziava, vantandosene, che l'amministrazione comunale leghista non aveva mai costruito case popolari a Gerenzano per evitare che venissero assegnate a cittadini extracomunitari, né aveva mai concesso l'autorizzazione per costruire moschee, né mai "favorito gli extracomunitari sotto il profilo dei contributi o dei sussidi economici". Insomma, un concentrato della più becera xenofobia leghista, al quale seguiva un lapidario appello ai gerenzanesi: "Noi abbiamo fatto e continueremo a fare il nostro dovere… ma i gerenzanesi faranno il loro? Non rendete vani i nostri sforzi: chi ama Gerenzano non vende e non affitta agli extracomunitari… Altrimenti avremo il paese invaso da stranieri e avremo sempre più paura ad uscire di casa!".
Le dichiarazioni di Borghi portano rapidamente Gerenzano alla ribalta con articoli di giornali, servizi dei Tg e varie prese di posizioni politiche di condanna come quelle espresse dal PD e dalla Lista Civica Insieme per Gerenzano. Nasce anche un comitato di cittadini chiamato Gerenzano Accoglie per protestare contro l'inciviltà della giunta leghista.
L'assessore Borghi avrebbe potuto fare dietrofront e scusarsi pubblicamente nel corso del consiglio comunale convocato su richiesta di Insieme per Gerenzano nell'estate 2009. Ma in quella sede, di fronte alla richiesta di dimissioni rivolta all'assessore dai consiglieri di IpG, non solo Borghi non si dimise ma venne difeso e giustificato dal sindaco Silvano Garbelli, da tutta la giunta e dal gruppo consigliare della Lega Nord.
Infine, due ONG, Farsi Prossimo e Avvocati per Niente promossero un ricorso di fronte al Tribunale di Milano per far dichiarare la natura discriminatoria delle dichiarazioni di Cristiano Borghi.
Dopo un lungo iter processuale nel maggio 2011, il Tribunale di Milano ha emesso un'ordinanza con la quale stabilisce che "l'invito a non affittare agli stranieri opera quale istigazione, rivolta ai soggetti di nazionalità italiana, finalizzata a introdurre un fattore distorsivo con funzione discriminatoria nei rapporti giuridici instaurandi con cittadini extracomunitari" e ha ordinato al Comune di Gerenzano di rimuovere dal proprio sito Internet le dichiarazioni di Cristiano Borghi.
Il Circolo di Gerenzano del Partito Democratico ha, quindi, chiesto le immediate dimissioni dell'assessore Borghi, le sue scuse alla cittadinanza e agli extracomunitari che vivono a Gerenzano e l'impegno a pagare di tasca propria le spese legali.
L'anno prossimo a Gerenzano si voterà e Cristiano Borghi potrebbe anche essere il candidato della Lega Nord. Il PD deve impegnarsi sin d'ora a promuovere un'alternativa politica alla Lega per dare a Gerenzano nuovi amministratori che affrontino i veri problemi di Gerenzano invece di lasciarsi andare ad affermazioni farneticanti.
Mssimiliano Cavallo
Partito Democratico - Circolo di Gerenzano
giovedì 12 maggio 2011
A BALLARO' BERSANI STRAPPA IL CONTRATTO FIRMATO DA BERLUSCONI DA VESPA
“E' un imbroglione, un imbonitore". Pier Luigi Bersani ha respinto così l'accusa di Silvio Berlusconi alla sinistra di voler introdurre la patrimoniale. "Non ho intenzione di mettermi a discutere con falsità di questo genere", ha aggiunto il segretario del Pd a Ballarò. "Credo che queste favole non funzionino più. Noi non siamo per le tasse, siamo per la fedeltà fiscale", ha spiegato il leader democratico. "Se pagano tutti si paga meno. Noi non abbiamo mai fatto un condono. Siamo per alleggerire il carico sul lavoro e sulle famiglie numerose e spostarlo sulle rendite finanziarie".“Al contrario è stato il premier ad alzare le tasse”, ha puntualizzato Bersani. "Abbiamo festeggiato i dieci anni del contratto con gli italiani, doveva mantenere le promesse in 5 anni, ne sono passati 10 e lui ha governato per 8. Cosa è successo?”
E ha strappato una copia del contratto.
“Quanto a pressione fiscale - ha chiarito il segretario - abbiamo avuto quella più alta del decennio, il record di pressione fiscale. E' chiaro che è diventata intollerabile. Berlusconi ha messo lui la patrimoniale, nel federalismo, con l'Imu".“Non è vero che il governo non ha preso soldi dalle tasche degli italiani”. Bersani ha quindi ricordato l'aumento delle tasse sulla benzina. "Dalle tasche degli italiani verso Tremonti va 1 miliardo e due senza dir niente. Hanno detto che era per la cultura, ma alla cultura gli hanno dato 180 milioni di euro dopo averne tagliati 350", ha spiegato. "Voi prendete fraudolentemente i soldi dalle tasche degli italiani mentre predicate che non prendete niente", ha insistito rivolto al ministro Maurizio Sacconi.Pier Luigi Bersani ha poi fatto una previsione ben circostanziata sull’economia italiana. "Se guardiamo onestamente le cose, vediamo- e sono dati del ministero del Tesoro- fino al 2014 una tendenza per cui non ci sarà un abbassamento delle tasse, calerà il reddito dei dipendenti, non ci sarà nessuna inversione significativa e sarà necessaria una manovra da 40-50 miliardi di euro. Anzi, guardando i conti ce ne vorranno due o tre". Parlando poi delle imminenti elezioni amministrative, Bersani ha ritenuto inappropriate le ironie di Tremonti sul cognome di origine partenopea del candidato del Pd a Bologna, Virgionio Merola. ''E' stato indecoroso l'intervento del ministro del Tesoro a Bologna, dico che i nostri sindaci quelli che vinceranno, indipendentemente da come si chiamano, governeranno per tutti''. ''Tremonti che ora fa l'Europeo - ha aggiunto il leader del Pd, stigmatizzando un passaggio del ministro contro gli immigrati - sappia che quel populismo lì sta crescendo e in Finlandia hanno preso il 19%. Ebbene per quei finlandesi li' Tremonti è un terrone, bisogna che se ne renda conto, perchè messa così c'è sempre uno più a nord di te e che chiude la porta più duramente di te.Bersani poi è stato molto critico sull’atteggiamento propagandistico di Tremonti e del premier, che accusano gli ex alleati di avergli impedito di portare avanti le riforme. "Hanno governato assieme otto anni su dieci ed è sempre colpa di qualcun altro", ha ricordato, "quanti anni volete governare perchè sia colpa vostra? Quanti, 30?”''Da 15 anni, da quando c'è Berlusconi, mangiamo tutti i giorni pane e giustizia e la giustizia non funziona, non cambiano niente perchè lui ha interesse a non cambiare niente per continuare la guerra con i magistrati'', ha poi affermato Pier Luigi Bersani a margine della trasmissione. ''La colpa è sempre degli altri, dei comunisti, dei magistrati'', ha sottolineato ancora il leader del Pd. ''Stanno correndo le loro cavalline... fanno il gioco delle parti.. ma poi voteranno la Moratti''.Bersani ha criticato la poca incisività delle politiche del governo contro la crisi, sempre negata dal premier Silvio Berlusconi. “Il decreto sviluppo- ha detto il segretario del Pd al termine della puntata di Ballarò - per gli imprenditori che sono persone concrete, ha l'effetto di una aspirina che certo non fa male, ma di fatto è la quindicesima frustata che prende l'eco da due anni, ma l'economia non se ne è accorta. Ci vuol altro, nessuno fa miracoli o ha la bacchetta magica, ma ci vuol altro". “Intanto - ha premesso- bisogna ammettere la realtà. Se i problemi li neghi non ti metti nella condizione di affrontarli", ha ammonito, "Tutto deve avvenire a sua maggiore gloria e dunque tutti i cieli devono essere azzurri. Non ho mai sentito Berlusconi dire 'c'è un problema e l'affrontiamo e chi ha di più deve dare di più’. Invece si va avanti solo a spot ". Bersani ha evidenziato le promesse mancate del governo anche sulle opere pubbliche previste da Silvio Berlusconi 10 anni fà. "Sulla lavagna di Vespa, Berlusconi aveva scritto 18 opere pubbliche, dopo 10 anni ne sono partite tre. Dunque, non s'è fatto un tubo", ha aggiunto. "Al contrario, penso che sia urgente che noi e voi ci mettiamo davanti un problema o due: lavoro, giovani e lavoro", ha poi detto rivolto al ministro Maurizio Sacconi. “Dobbiamo trovare il modo di mettere un pò più di crescita e dare un pò più di lavoro se no ci avviteremo e caleranno anche le entrate, molte piccole aziende non riusciranno a pagare le tasse. ".“Dobbiamo dare un minimo di gas a questa economia. Mettiamoci a discutere”, ha concluso Bersani.
mercoledì 4 maggio 2011
CRISTIANO BORGHI DIMETTITI!
Il giudice Loretta Dorigo del Tribunale di Milano ha emesso un'ordinanza con la quale stabilisce che "l'invito a non affittare agli stranieri opera quale istigazione, rivolta ai soggetti di nazionalità italiana, finalizzata a introdurre un fattore distorsivo con funzione discriminatoria nei rapporti giuridici instaurandi con cittadini extracomunitari" e ordina al Comune di Gerenzano di rimuovere dal proprio sito Internet le dichiarazioni pubblicate sul numero 1 del maggio 2009 di "Filodiretto con i cittadini" dall'assessore Cristiano Borghi che, come si ricorderà, aveva invitato i gerenzanesi a non vendere o affittare case agli immigrati stranieri.
A questo punto il Partito Democratico che tra i primi denunciò pubblicamente i vaneggiamenti dell'assessore Borghi ne esige le immediate dimissioni.
L'assessore Borghi, con le sue parole, ha gettato discredito e vergogna sul nostro Comune e per questo se ne deve andare immediatamente. Non prima, però, di aver chiesto pubblicamente scusa a tutti i gerenzanesi e soprattutto ai gerenzanesi di origine straniera, e di aver assunto l'impegno pubblico a pagare di tasca propria le spese legali che dovessero gravare sul Comune di Gerenzano a seguito dei suoi scriteriati comportamenti.
Partito Democratico - Circolo di Gerenzano